Va in fumo un potenziale affare da oltre 50 miliardi di dollari. Advent e Stripe avrebbero abbandonato (almeno per il momento) l’idea di acquisire la piattaforma di pagamenti PayPal, che ha accusato il colpo a Wall Street lasciando per strada fino al 14% della sua capitalizzazione. Il titolo nell’ultimo trimestre si stava gradualmente riprendendo, con una valutazione cresciuta di oltre il 40% e un valore che si era sostanzialmente allineato con quello dell’offerta (circa 53 miliardi). A far saltare l’accordo è stato probabilmente una differenza di vedute su progetti e valutazione: fin dall’emergere delle trattative, PayPal aveva ritenuto l’offerta iniziale insufficiente. La percezione di molti azionisti è che il gruppo con sede a San Jose, in California, abbia ancora un potenziale alto anche perché solo 5 anni fa valeva 360 miliardi e aveva quasi affiancato la capitalizzazione di un gigante come JpMorgan.
L’azienda di pagamenti - famosa per avere avuto tra i suoi progenitori anche Elon Musk e Peter Thiel - da tempo è entrata in un tunnel pericoloso, pur essendo ancora redditizia. Se prima era il simbolo dei pagamenti digitali, adesso i competitor (tra cui la stessa Stripe, che nell’acquisizione sarebbe stata affiancata dal private equity Advent) sembrano crescere di anno in anno con Apple Pay, Google Pay, i pagamenti a rate di Klarna e molti altri a erodere quote di un mercato di cui PayPal era leader. La Borsa, che si basa essenzialmente sulle prospettive future, sta penalizzando la scarsa capacità di trasformarsi di PayPal, che non sembra emergere anche dai progetti del nuovo amministratore delegato, Enrique Lores, che si è insediato lo scorso marzo e sta basando la sua strategia essenzialmente su un robusto taglio dei costi da 1,5 miliardi complessivi e sull’adozione dell’intelligenza artificiale per aumentare l’efficienza. Inoltre, il nuovo ceo (subentrato dopo la cacciata di Alex Chriss) assegnerà a ogni linea di business un obiettivo di ricavo specifico per dare agli investitori una migliore percezione del loro potenziale.
Con un passato in Hp, Lores è conosciuto come un manager specializzato in risanamenti gestionali. Non certo come un visionario capace di far cambiare rotta all’azienda, ma il suo lavoro è appena iniziato e chissà che dopo una prima fase di efficientamento possa introdurre qualcosa di nuovo. Tra le idee finora filtrate ci sarebbe l’intenzione di puntare sul potenziamento di Venmo (una sorta di Satispay di proprietà di PayPal) oltre al tentativo di rilanciare il suo core business che è ancora oggi quello dei pagamenti e-commerce.
