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Banche

Profitti Generali a 2,5 miliardi. Donnet: “Resti indipendente”

L’ad: “Tutelare l’integrità del gruppo, è una storia di successo italiana”. I premi fanno un balzo del 5,8%. Lunedì al via un piano di buyback da 500 milioni

Generali punta sulle pensioni cinesi

Nel giorno della presentazione della semestrale il ceo delle Generali, Philippe Donnet, ha preferito non commentare indiscrezioni o speculazioni di mercato relative al risiko bancario. «I nostri risultati sono molto positivi e non vorremmo che fossero messi in secondo piano rispetto a ipotesi o ricostruzioni che rischierebbero di occupare gran parte della conferenza stampa», ha spiegato ieri ai giornalisti. Sottolineando che «ciò che conta davvero è che Generali è una realtà indipendente, internazionale, una storia di successo italiana». E che «per tutelare l’indipendenza e l’integrità del gruppo, tutte le implicazioni per il nostro business e per il contesto competitivo in cui operiamo devono essere valutate con la massima attenzione e cura anche da parte di tutte le Autorità competenti italiane ed europee». Insomma, il messaggio è chiaro: tutelare l’integrità del Leone e vigilare.

La compagnia triestina ha chiuso il primo semestre 2026 con una crescita diffusa in tutti i principali segmenti di attività. I premi lordi sono aumentati del 5,8% a 53,4 miliardi, sostenuti sia dal Vita (+5,5%) sia dal Danni (+6,3%). Il risultato operativo consolidato è salito dell’11,2% a 4,5 miliardi, mentre l’utile netto normalizzato è cresciuto del 13,7% a 2,54 miliardi; l’utile netto contabile ha raggiunto 2,54 miliardi, con un progresso del 17,9%. Nel Vita la raccolta netta ha toccato il record semestrale di 8,3 miliardi, in aumento del 33,9%. Il risultato operativo è cresciuto dell’8,8% a 2,19 miliardi e il valore della nuova produzione del 21,1% a 1,89 miliardi. Nel Danni i premi sono saliti a circa 20 miliardi e il risultato operativo a 2,14 miliardi, con un incremento del 4,7%. Il Combined Ratio è sceso di mezzo punto al 91,5%, soprattutto per il maggiore impatto delle catastrofi naturali, salito dall’1,7% al 3,6 per cento. La crescita più forte è arrivata dall’Asset & Wealth Management, il cui risultato operativo è aumentato del 31,3% a 735 milioni. L’Asset Management ha segnato +17,3% a 334 milioni, mentre il contributo di Banca Generali è migliorato del 45,8% a 401 milioni, anche grazie alle maggiori commissioni di performance. Gli asset under management complessivi del gruppo hanno raggiunto 944 miliardi, il 4,9% in più rispetto a fine 2025. La posizione patrimoniale resta solida: il Solvency Ratio si è attestato al 216%, rispetto al 219% di fine 2025, mentre la generazione normalizzata di capitale è salita del 4% a 2,4 miliardi. Il dato incorpora già gli effetti dei programmi di riacquisto di azioni proprie mentre sull’indice di solvibilità ha pesato un aspetto regolatorio, ovvero che dal 1° gennaio 2026 determinati strumenti di capitale emessi prima dell’entrata in vigore di Solvency II non sono più computabili nei fondi propri secondo il precedente regime transitorio.

Generali conferma gli obiettivi del piano Lifetime Partner 27: crescita annua dell’utile per azione dell’8-10%, oltre 11 miliardi di flussi di cassa netti cumulativi, crescita del dividendo per azione superiore al 10%, più di 7 miliardi di dividendi nel triennio e almeno 1,5 miliardi di buyback. Un nuovo riacquisto da 500 milioni partirà il 10 agosto e sarà completato entro il secondo semestre dell’anno. A oggi, il Leone e le sue controllate detengono il 1,48% del capitale sociale.

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