Era fin troppo ingenuo pensare che sarebbe filato tutto liscio per Unicredit, che sta per assicurarsi la maggioranza di Commerzbank. Dopo la denuncia del consiglio di fabbrica della seconda banca tedesca, ieri è emersa la notizia che la Procura di Francoforte ha avviato un'indagine preliminare su possibili manipolazioni di mercato nel contesto dell'Offerta pubblica di scambio promossa dall'istituto guidato da Andrea Orcel (in foto). I giudici ora andranno a scandagliare su eventuali errori nelle comunicazioni al mercato, fatto di cui si erano lamentati anche i vertici tedeschi.
Intanto, Unicredit continua ad avanzare nelle adesioni che ieri sono salite all'11,91% portando il totale delle azioni (inclusi i derivati a regolamento fisico) possedute dagli italiani al 41,9%. Anche se contando pure i derivati a regolamento in contanti - che non presuppongono la consegna delle azioni - l'esposizione vola oltre il 55% del capitale. Oggi sarà l'ultimo giorno per poter aderire all'Ops, con tutti i riflettori sui fondi d'investimento che solitamente decidono all'ultimo giorno utile. Pare tramontata l'ipotesi di un rilancio di Unicredit, in considerazione di un tasso d'adesione che ha superato di parecchio le attese (l'obiettivo era di superare il 30%).
Le insidie residue verso la felice conclusione della scalata - considerata anche l'aperta contrarietà del governo tedesco - derivano ormai solo da eventuali agenti esterni, lo sa bene la ceo tedesca Bettina Orlopp che ha indossato l'elmetto sperando in un qualche miracolo. Un gioco al massacro dal quale ieri si è voluta smarcare Unicredit con una nota. «Le insinuazioni secondo cui il numero effettivo di azioni conferite», nell'ambito dell'Ops su Commerzbank «sarebbe inferiore, in quanto tali titoli sarebbero stati presi in prestito da Unicredit, risultano infondate e prive di qualsiasi riscontro». In nessun caso, rincara Piazza Gae Aulenti, Unicredit «ha aggregato o confuso categorie informative che devono essere distinte ai sensi della normativa applicabile; tale rappresentazione è stata invece più volte avanzata da Commerzbank, apparentemente con l'obiettivo di generare una narrazione distorsiva». Ieri Orlopp ha però negato di aver «fatto nulla di fuorviante», ma «semplificemente presentato i fatti».
Sta di fatto che Unicredit ha fatto sapere di valutare azioni più opportune per proteggere i propri interessi e quelli degli investitori sul mercato: «Nell'ambito del continuo dialogo con l'Autorità federale di vigilanza finanziaria (BaFin), Unicredit ha portato tali questioni all'attenzione dell'Autorità stessa, richiedendo
una valutazione approfondita». L'indagine di Francoforte includerà anche i risultati della revisione dell'autorità di vigilanza finanziaria tedesca BaFin, oltre alle comunicazioni intercorse tra il regolatore e Unicredit.