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Unicredit supera il 50% di Commerz

L’Ops arriva al 7,6%. L’istituto di Orcel: "Dimostra il valore della nostra proposta"

Unicredit supera il 50% di Commerz
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L'Ops lanciata su Commerzbank scadrà il prossimo 16 giugno ma Unicredit sta già facendo il pieno di adesioni: il gruppo guidato da Andrea Orcel si attesta ormai a una quota potenziale sopra il 50% del capitale della banca tedesca. Sono due i pacchetti di azioni e derivati in rialzo rispetto all'ultimo aggiornamento fornito dall'istituto italiano. Il primo è quello che riguarda le azioni consegnate all'offerta di scambio che, alla seduta di ieri, si attestano al 7,6% del capitale di Commerzbank (prima erano ferma a poco più dell'1%). A queste adesioni si sommano il 26,8% di azioni dirette Commerzbank, più un ulteriore 3,2% in derivati regolabili in azioni più la quota detenuta da Unicredit in derivati (regolabili unicamente in contanti) cresciuta al 13,2% (dal 10,7%). Il totale consegna nelle mani di Orcel, almeno potenzialmente, una partecipazione potenziale complessiva del 50,76 per cento.

«UniCredit considera il livello delle adesioni finora registrato come indicativo del valore intrinseco che il mercato sta riconoscendo all'offerta di acquisizione e ha pertanto conseguito l'obiettivo fissato all'avvio dell'offerta, ovvero il superamento della soglia del 30%, finalizzato a garantire certezza sulla propria partecipazione e preservare flessibilità per eventuali acquisizioni di ulteriori quote successivamente, al presentarsi di opportunità di mercato», si legge in una nota. Dove si aggiunge che «nel periodo residuo di quattro settimane, computando la naturale scadenza dell'offerta e l'eventuale periodo supplementare, gli investitori dispongono ancora di tempo per valutare sia il valore relativo implicito nello scambio tra azioni Commerzbank e azioni Unicredit, sia il potenziale incremento di valore derivante da una possibile integrazione tra i due gruppi».

Dall'altra parte, i vertici di Commerz sollevano dubbi sulla quota potenziale effettiva in mano alla banca italiana, sostenendo che gli strumenti Total Return Swap (Trs) costruiti e/o dichiarati potrebbero al momento non essere completamente garantiti da azioni.

Di certo, però, si sta scaldando l'offerta di scambio da 38,6 miliardi avviata il 5 maggio e il balzo delle adesioni da parte degli azionisti di Francoforte rende sempre più difficile per la società target respingere il progetto di acquisizione. I principali investitori istituzionali internazionali hanno sostenuto il piano di Orcel, come emerge dai verbali dell'assemblea del 4 maggio che ha approvato l'aumento di capitale al servizio dell'operazione. Tra i sostenitori figura Vanguard, primo azionista di Unicredit con 112,2 milioni di azioni pari al 7,4% del capitale (detiene inoltre il 2,88% di Commerzbank). A favore dell'operazione si è schierata anche BlackRock, che ha votato con il 3,8% del capitale (mentre nella banca tedesca possiede il 4,66 per cento).

Hanno sostenuto l'Ops anche Norges Bank, con il 3,11%, e Fidelity, che tramite FMR ha partecipato al voto con l'1,97% del capitale. Sul fronte italiano, hanno votato a favore dell'operazione Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, con il 2,67%, oltre alle fondazioni Crt (2,22%) e Cariverona (1%).

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