
I raggi di sole delle pallavoliste imbattute arrivano fino a Limassol dove l'Italia del basket trova nell'Europeo dei tormenti la prima vittoria, un successo importante (78-62) contro la Georgia dei giganti che, dopo aver stritolato la Spagna all'esordio, nella sfida all'Italia ha mostrato di avere la testa d'argilla più che i piedi.
Successo che sfinisce, ma anche definisce una squadra: questi masnadieri di Pozzecco sanno cosa vuol dire difendere una fortezza in stile brutalista, senza colossi, ma con una vera anima di squadra capace di tenere a 10 punti nel primo quarto i georgiani convinti di trovare panna e non granito, lasciandosi guidare da capitan Melli, resistendo alla prima rimonta ispirata dal Baldwin naturalizzato e dal solito Bitadze, ala-centro degli Orlando Magic, un passaggio nella palude della partita che ci portava al riposo in parità. Aspettando il vero Fontecchio, sorretti dal vigore dei capitano,
dallo Spagnolo senza paura, con Pajola, Spissu e Ricci a difendere il presidio, ecco la meraviglia del Niang nel terzo quarto che ha deciso tutto, parziale stordente di 11-0, i colpi che contano dei veterani Ricci e Spissu, il primo canto libero di Thompson, fino al risveglio in acrobazia del Fontecchio che ancora non vede il canestro da 3 (0 su 5), ma sa come muoversi in mezzo a difese tutte costruite contro di lui. Genietto che alla fine con 14 punti è stato il secondo marcatore di azzurra dove il top (15 p. in 17') era del ragazzo che da Trento andrà nella terra degli scudetti alla Virtus.
I parziali all'inizio del terzo e dell'ultimo quarto, un'altra stangata di 13-0, hanno stordito la squadra che non ha mai trovato Tokko Shengelia, 0 punti in 21', persino espulso alla fine quando gli sono saltati i nervi per doppio fallo tecnico quando aveva capito che i giovani lasciati alla Virtus, cominciando da Diouf e Pajola, erano una barricata difficile da superare.
Dall'abisso alla felicità anche dovendo dare soltanto 5 minuti a Gallinari, lasciando in panchina Procida, anche in una sfida dove il tiro da 3 non entrava: un 9 su 31 corretto alla fine quando i georgiani, esagerando, uscivano con le ali spezzate e un miserevole 14 % (3 su 21) nel momento in cui giocavano alla viva il parroco per la disperazione dei tecnici, il serbo Dzikic e l'italiano Marco Esposito.
Un giorno per brindare e stasera si torna in campo contro la Bosnia di
Alibegovic sapendo di avere la testa più leggera, senza guardare oltre il mare di Cipro dove nel girone di Tampere la Germania del trio Schroeder, Wagner, Theis, tutti con oltre 20 punti segnati, ha travolto la Lituania 107-88.