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La commovente telefonata di Crosetto, manettari su Crans Montana e Meloni: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: la conferenza stampa della premier, l'arresto dei titolari del Constellation e il carabiniere condannato

La commovente telefonata di Crosetto, manettari su Crans Montana e Meloni: quindi, oggi...

- Secondo Ted Piccone, esperto sentito da Avvenire, dopo il blitz Usa in Venezuela “sta prendendo forma uno scenario che prevede la spartizione del mondo tra Usa, Russia e Cina”. Ah, perché prima della destituzione di Maduro era forse diverso? Risposta: no. Sempre loro tre comandavano.

- Leggo dichiarazioni da ogni parte che chiedevano l’arresto immediato dei coniugi gestori del bar di Crans-Montana andato in fiamme e costato la vita a 40 ragazzi. Arresto che oggi è puntualmente arrivato. Sia chiaro: a leggere le prime ricostruzioni, la loro responsabilità appare abbastanza evidente, almeno per quanto riguarda eventuali negligenze su uscite di sicurezza, pannelli fonoassorbenti e sistemi antincendio. Però, dico però, in galera i responsabili di un crimine devono andarci quando a) sono colti in flagrante, b) quando vengono condannati. La legge svizzera prevede l’arresto preventivo, a processo o indagine ancora in corso, solo qualora vi sia il rischio di inquinamento delle prove, reiterazione del reato o pericolo di fuga. Il che è logico: privare della libertà un presunto innocente, come lo sono tutti quelli posti sotto indagine, non è decisione da prendere con leggerezza. Il pm elvetico fino a ieri riteneva che questi presupposti non fossero rispettati e dunque non ha fatto ammanettare nell’immediato i coniugi di Crans-Montana. Oggi invece, dopo l’interrogatorio, ha deciso che potrebbero scappare e li ha fermati. Giusto? Sbagliato? Sarà il giudice di garanzia a stabilirlo, che potrebbe mitigare il rischio di fuga con misure alternative (un dispositivo elettronico o il pagamento di una cauzione). Le procedure vanno seguite a dovere. Perché il garantismo si dimostra soprattutto quando a finire nei guai è una persona che ci sta poco simpatica o che vorremmo presto vedere condannata. Come in questo caso.

- Oggi tutti a titolare sul Venezuela che annuncia di “liberare i prigionieri politici”. Ieri tutti a negare che quello di Maduro fosse un regime. Vi ricordo che avere prigionieri politici non è esattamente un comportamento democratico. Giusto per dire…

- La verità è che viviamo in un mondo diverso da quello a cui in Europa ci siamo abituati. O meglio: a quello che ci hanno raccontato. Da millenni i grandi imperi lottano per spartirsi le sfere di influenza e accade anche oggi che Cina, Usa e Russia si muovano in tal senso. Gli unici rimasti fermi siamo noi europei, convinti che al decisionismo dei leader mondiali si possa rispondere con le trattative tripartite tra Consiglio Ue, Commissione e Parlamento. Abbiamo costruito un elefante burocratico e un topolino politico. E ora ne paghiamo le conseguenze.

- Io non dico che vada abolita la conferenza stampa di inizio anno. Dico che andrebbe ridotta a massimo un paio di ore. È inutile, oltre che sfiancante, bombardare di domande — spesso uguali — il presidente del Consiglio.

- Non voglio giustificare i gestori di quel locale. Sia chiaro. Però penso a quante volte ho “rischiato” che accadesse una tragedia per qualcosa che non avrei mai minimamente immaginato possibile. Ricordo una volta, a un campo scout, che una delle cucine dei ragazzi venne giù mentre erano accesi tre fuochi sopra: tutti sani e salvi, ma tecnicamente sarebbe potuto accadere un disastro. Avevamo l’acqua? Sì. Avevamo un estintore? Anche. Ma non ci sarebbe stato il tempo per impedire ustioni anche gravi. Recentemente, invece, mentre allenavo una squadra di basket, alcuni bambini si sono arrampicati sul quadro svedese fino a oltre tre metri di altezza. Non ho fatto in tempo a fermarli. E se fossero caduti? Colpa mia? Può darsi, ma ero di spalle e non potevo vederlo. Insomma: tra dolo e colpa c’è una differenza sostanziale, e non dobbiamo mai scordarcela.

- A me fa sorridere che, dopo 10 anni senza rinnovo del contratto, improvvisamente la FNSI si sia svegliata solo oggi che può esporre un cartellone alla conferenza stampa di Meloni.

- Se tuo figlio a 16 anni stupra una bambina di 10, forse un paio di domande come genitore devi fartele. E sì, è giusto che tu venga condannato a pagare il risarcimento. Proprio a questo servono le assicurazioni

- Cioè, fatemi capire: per convincere Trump a non prendersi la Groenlandia con la forza, il nostro Romano Prodi vorrebbe inviare qualche migliaio di soldati europei per fare un’esercitazione militare. Già me lo vedo Donald a tremare di paura.

- Ho il massimo rispetto per i sopravvissuti di Crans Montana. Quindi non voglio criticare nessuno. Dico solo che forse definire quei ragazzi della località esclusiva una “generazione fragile”, che continua “a credere e a lottare per ciò che conta davvero”, è un tantino esagerato. Non stiamo parlando di volontari morti in chissà quale operazione di bene, ma di una festa di Capodanno.

- Trovo stupendo che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, abbia telefonato al brigadiere condannato a tre anni di carcere per la morte di un ladro a Roma. “Continua a credere nello Stato e nella Giustizia nei prossimi gradi di giudizio e non sentirti mai solo”, avrebbe detto il ministro. È un segnale importantissimo di un governo che, di fronte a sentenze che fanno accapponare la pelle, sa da che parte schierarsi.

Ovvero al fianco di un servitore dello Stato che interveniva contro un bandito che aveva cercato di colpire il collega con un cacciavite. Ogni volta mi domando: se non possono usarla mai, perché diamo la pistola alle forze dell’ordine?

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