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Addio wellness obsession: gli italiani non vogliono più essere perfetti

Dalla “social battery” al “bed rot”, cambia il modo di vivere il benessere. La ricerca Ipsos Doxa “The Wellbeing Flow” per HUAWEI WATCH FIT 5 Series fotografa la nuova idea di benessere, fatto di energia emotiva, micro-pause e routine flessibili

Addio wellness obsession: gli italiani non vogliono più essere perfetti
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Per anni il benessere è stato sinonimo di controllo; calorie da contare, allenamenti da ottimizzare, obiettivi da raggiungere. Oggi però qualcosa sta cambiando profondamente. A fotografare questa nuova tendenza è la ricerca “The Wellbeing Flow”, realizzata da Ipsos Doxa in occasione del lancio di HUAWEI WATCH FIT 5 Series, secondo cui gli italiani stanno abbandonando l’idea della performance perfetta per inseguire invece un equilibrio più autentico, emotivo e sostenibile.

Il benessere segue l’umore

L’85% degli italiani dichiara infatti di prendere decisioni legate al proprio benessere seguendo il mood della giornata. Un cambiamento che racconta il tramonto della wellness obsession fatta di regole rigide e controllo costante. Non a caso, il 61% afferma di voler mantenere abitudini sane “senza diventare ossessivo”, mentre solo una piccola nicchia continua a inseguire un approccio ultra-performativo basato sul tracking estremo. Sempre più persone si riconoscono invece nella cosiddetta “soft life”, una filosofia che privilegia leggerezza mentale, equilibrio e meno pressione quotidiana.

Come è cambiato il linguaggio dal “social battery” al “brain fog”

A cambiare è anche il vocabolario del benessere. Oggi non si parla più soltanto di passi, calorie o workout, ma di “social battery”, “brain fog”, “wellness snacking” e “bed rot”. Espressioni che raccontano un bisogno diverso, capire quando si è scarichi mentalmente, quando serve rallentare e quando invece si riesce a sentirsi davvero presenti e lucidi. Secondo la ricerca, il 41% degli italiani vorrebbe comprendere meglio la propria stabilità emotiva, il 39% monitorare i livelli di energia fisica e il 31% migliorare la qualità del sonno e del recupero. Il benessere diventa così sempre più emotivo prima ancora che fisico.

Huawei Watch Fit 5
Huawei Watch Fit 5

Millennials e Gen Z: due mondi opposti

La ricerca mette in evidenza anche una netta frattura culturale tra Millennials e Gen Z. I Millennials sembrano avere un approccio più stabile e pragmatico, il 58% punta su una pianificazione flessibile della routine quotidiana, mentre molti scelgono attività come yoga, meditazione e respirazione profonda per proteggere equilibrio mentale e concentrazione. La Gen Z vive invece il benessere come un pendolo emotivo. Da una parte c’è il “bed rot”, cioè il rifugiarsi a letto senza fare nulla per recuperare energie mentali, dall’altra workout ad alta intensità utilizzati come sfogo psicofisico. Non è una contraddizione, ma un nuovo modo di gestire stress ed emozioni.

Micro-pause e “wellness snacking”

Anche il modo di ricaricarsi cambia da una generazione all’altra. I Millennials cercano soprattutto natura, rituali più strutturati e pratiche di riequilibrio mentale. La Gen Z preferisce invece esperienze brevi e immediate, piccoli momenti di “wellness snacking”, attività leggere e playful capaci di offrire sollievo emotivo nel corso della giornata. Il benessere diventa qualcosa da vivere a piccole dosi, quasi come una pausa mentale distribuita durante il giorno.

La tecnologia diventa più empatica

In questo scenario cambia anche il ruolo dei wearable. Se un tempo smartwatch e dispositivi servivano soprattutto a misurare performance e attività fisica, oggi le persone chiedono strumenti capaci di comprendere stress, energia mentale, recupero e stati emotivi. È proprio qui che si inserisce HUAWEI WATCH FIT 5 Series, progettato per adattarsi a stili di vita diversi, da chi cerca controllo flessibile e continuità a chi vive il benessere in modo più istintivo e frammentato. Con il concept “Spark Your Vibes”, Huawei propone una tecnologia meno rigida e più vicina ai ritmi reali delle persone, grazie a funzioni dedicate al monitoraggio del sonno, dello stress, della frequenza cardiaca e degli stati emotivi, insieme a mini-workout guidati e una batteria a lunga durata pensata per accompagnare la quotidianità senza interruzioni.

Oggi stare bene significa rallentare

La nuova idea di wellbeing sembra quindi avere poco a che fare con la perfezione.

Oggi stare bene significa sentirsi abbastanza leggeri da ritrovare energia, creatività e voglia di fare, senza vivere costantemente sotto pressione. Una rivoluzione silenziosa che racconta il bisogno, sempre più diffuso, di smettere di inseguire la performance continua e imparare invece ad ascoltare sé stessi.

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