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Benessere

L’olio giapponese che aiuta a dormire più profondamente

Dormire vicino all’odore dell’olio essenziale di radice di Hinoki è stato associato a meno risvegli notturni

Olio Hinoki

Le problematiche del sonno sono sempre più diffuse, in particolar modo durante la mezza età e fra le donne di età compresa tra i 40 e i 50 anni. La scienza, consapevole dell’importanza del riposo notturno, è sempre alla ricerca di soluzioni “naturali”.

I ricercatori dell’Università di Kyushu hanno scoperto che un olio aromatico prodotto dalle radici di Hinoki (Chamaecyparis obtusa), noto anche come cipresso giapponese, è in grado di favorire un sonno migliore.

Nello specifico i partecipanti allo studio pubblicato sul Journal of Wood Science, hanno riferito di sentirsi meglio al mattino e hanno mostrato schemi di onde cerebrali associati a una transizione più fluida verso il sonno.

Un nuovo valore nelle radici di Hinoki

L’Hinoki è un importante albero giapponese, ma spesso le sue radici non vengono utilizzate dopo il disboscamento. Esse contengono composti profumati che possono essere estratti per produrre oli essenziali.

Gli studiosi hanno studiato in passato gli oli ricavati dalle foglie e dai rami dell’Hinoki, ma non hanno mai focalizzato l’attenzione su quelli derivati specificamente dalle radici e sulle loro possibili proprietà.

Kuniyoshi Shimizu, professore associato della Facoltà di Agraria dell’Università di Kyushu ha spiegato: «Nel nostro lavoro precedente abbiamo esaminato la qualità del sonno in un solo giorno e in un ambiente simile a un laboratorio».

«Tuttavia - egli continua - il sonno è fortemente influenzato dalla routine e dall’ambiente domestico. Pertanto abbiamo testato l’effetto dell’uso dell’olio per due settimane nelle camere da letto dei partecipanti utilizzando sia valutazioni soggettive che misurazioni fisiologiche».

Lo studio

Lo studio ha coinvolto 12 donne giapponesi di età compresa fra i 35 e i 60 anni. Impiegando un singolo modello crossover cieco, ogni partecipante ha usato per due settimane l’olio essenziale di radice di Hinoki e per altre due settimane un controllo senza profumo.

Prima di andare a dormire, i soggetti versavano 3 gocce d’olio in un bicchiere di carta e inspiravano l’odore per 10 secondi. Poi posizionavano il bicchiere a circa 30 cm dal naso e lo hanno lasciato lì per tutta la notte.

Il team ha monitorato il riposo in diversi modi. Le donne indossavano sia una fascia che registrava le onde cerebrali, sia uno smartwatch che teneva traccia del sonno. Ogni mattina, poi, compilavano un questionario su come avevano dormito e su come si sentivano al risveglio.

Meno risvegli e mattine migliori

I ricercatori hanno presto compreso che l’esposizione ripetuta ai sentori della radice di Hinoki era associata a miglioramenti significativi nelle diverse fasi del sonno.

Al tredicesimo giorno di utilizzo le partecipanti hanno affermato di sentirsi meno assonnate al risveglio e meno sopraffatte dalla stanchezza. I dati dei loro smartwatch indicavano altresì minori risvegli notturni.

Inoltre, dopo sette giorni, è stato rilevato un aumento delle onde delta cerebrali in corrispondenza alle fasi di addormentamento. Tale schema è coerente con una progressione maggiormente fluida verso il sonno profondo.

Non meno importante, infine, è la risposta all’odore stesso dell’olio essenziale che è stato descritto all’unanimità come rilassante, confortevole, piacevole, elegante, nostalgico e legnoso.

Prospettive future

Gli scienziati sperano che in un futuro prossimo le radici di Hinoki possano essere usate per realizzare prodotti aromatici destinati al supporto e al miglioramento della qualità del sonno. Ora sono necessari ulteriori approfondimenti per determinare le dosi e la modalità di utilizzo più appropriata.

Ma i benefici potrebbero essere anche ambientali ed economici. Infatti la trasformazione delle radici di Hinoki è in grado di restituire valore a materiali che spesso vengono lasciati dopo la raccolta del legname. E la stessa idea potrebbe essere applicata ad altri residui forestali che attualmente sono sottoutilizzati.

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