Benetton Ricavi e dividendo in calo, ma migliorano i Paesi emergenti. L’ad lascia

La crisi ha lasciato il segno sui conti di Benetton: il gruppo di Ponzano Veneto chiude il 2009 con utile netto e ricavi in calo, ed un dividendo che si assottiglia da 0,28 a 0,23 euro per azione. E arriva il cambio della guardia - peraltro previsto - al timone: a fine mandato lascia l’amministratore delegato Gerolamo Caccia Dominioni, che era alla guida dell’azienda a giugno 2007. Le deleghe saranno affidate a Franco Furnò (per le aree commerciale, prodotto e risorse umane), in arrivo da Gucci, e di Biagio Chiarolanza (amministrazione finanza e controllo, operations e business units estere), che ha una esperienza ventennale maturata all’interno del gruppo: le loro nomine a consiglieri delegati saranno proposte in occasione dell’assemblea degli azionisti (22 aprile, 23 in seconda convocazione). Comunque, il gruppo sottolinea la soddisfazione per aver confermato la forza dell’azienda, con «lusinghieri risultati economici, rafforzando la solidità finanziaria e patrimoniale», pur in un contesto economico internazionale fortemente negativo, che nel 2009 ha pesato «in particolare nelle aree geografiche di maggiore rilievo»: il gruppo cresce invece nei Paesi emergenti, con ricavi in aumento del 14,8% a cambi costanti. Nel dettaglio, il bilancio consolidato vede l’utile netto a 122 milioni (-21,8%) e i ricavi a 2,049 miliardi (-3,7%). In calo anche gli investimenti, a 113 milioni dai 209 del 2008, focalizzati sullo sviluppo della rete commerciale, puntando su Italia, Spagna e Francia, e su Paesi definiti «prioritari per lo sviluppo» come Russia, Messico, Turchia, India, ma anche sui poli industriali di Italia, Romania, Croazia e sull’information technology. I ricavi del primo trimestre 2010 sono previsti in linea con il corrispondente periodo del 2009: la raccolta ordini per il catalogo primavera/estate si sta chiudendo in linea «con il precedente trend di collezione», mentre le attese per la prossima autunno/inverno sono «in miglioramento grazie ad una previsione di modesta ripresa dei consumi». Il debito scende a 556 milioni a fine dicembre, da 689 di un anno prima: «performance eccellente», commenta la società.
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