Berlusconi: io penso a governare il partito viene dopo

RomaLa giornata Silvio Berlusconi la passa ad Arcore, impegnato a preparare in ogni dettaglio la visita di oggi pomeriggio ad Onna per la consegna delle prime abitazioni e la puntata di stasera di Porta a Porta che sarà dedicata proprio al terremoto dell’Aquila. D’altra parte, ripete a chi ha occasione di sentirlo, «domani manterrò le promesse» e «gli italiani mi apprezzano» proprio «perché sono uno che lavora». Circostanza confermata dall’ultimo sondaggio di Euromedia Research - arrivato ieri sera sulla sua scrivania di Villa San Martino - che dà al Cavaliere un gradimento del 68,3%.
Così, nonostante continui a tenere banco la querelle con Gianfranco Fini, nelle telefonate della giornata il premier ripete lo stesso ragionamento: il partito «non è tutto», prima viene il governo e cioè «quello che c’è da fare per il bene del Paese». Questo non vuol dire che Berlusconi non abbia intenzione di rispondere in qualche modo alle sollecitazioni arrivate dall’ex leader di An, tanto che ieri per la prima volta Il Mattinale - la newsletter quotidiana che viene inviata a tutti i dirigenti del Pdl, compresi deputati, senatori ed europarlamentari - invitava a un «dibattito sulla costruzione del Popolo della libertà». «Da mercoledì - si legge al paragrafo 11 - chi intende partecipare al dibattito è pregato di inviare un testo». Insomma, un primo timido segnale di apertura al confronto interno.
Detto questo, i rapporti tra i due restano tesi - allo stato un faccia a faccia non è previsto né nell’agenda del premier né in quella del presidente della Camera - anche perché Berlusconi è convinto che gli affondi di Fini degli ultimi mesi rischiano di incidere negativamente sul governo (e la lettera inviatagli ieri da Italo Bocchino a nome dei deputati ex An va, secondo il premier, in questa direzione). Circostanza confermata dall’ultima rilevazione di Alessandra Ghisleri, che da anni con la sua Euromedia Research fa (e azzecca) sondaggi per il Cavaliere. Tra gli elettori del Pdl, infatti, sette-otto su dieci si dicono «disorientati» dalle tensioni dell’ultima settimana e temono che possa danneggiare l’esecutivo. Con un corollario: Fini ingenera «confusione» perché gli elettori non comprendono il suo ruolo (è la terza carica dello Stato ma continua ad essere percepito dalla maggioranza degli elettori del centrodestra come il leader di An) né tantomeno i suoi obiettivi. Conclusioni dalle quali Berlusconi non doveva essere troppo lontano se già ieri mattina Il Mattinale dedicava un ampio capitolo al «rischio degli autogol». Piuttosto eloquente: «Desta impressione che l’opposizione il centrodestra se la sia costruita in casa propria!». E ancora: «Quando questo gioco lo fa la sinistra o tenta di farlo il “grande centro dei sogni”, si può capire... Quando si prestano esponenti del centrodestra, diventa pericoloso e fornisce solo munizioni alla sinistra che non c’è e al “grande centro” che spera di esserci». Per tornare al ragionamento del Cavaliere, insomma, «prima di tutto il governo». Anche perché - ragionava ieri Berlusconi dopo il faccia a faccia ad Arcore con il governatore del Veneto Giancarlo Galan e prima di cenare con un gruppo di imprenditori - con questo bipolarismo «è ovvio che Pdl e governo vengano percepiti quasi come la stessa cosa».
Per questo il premier preferisce tenersi fuori dall’ennesima polemica nata sull’editoriale del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri, ignorando le sollecitazioni arrivate dai pontieri. D’altra parte, sono ormai quattro giorni che sulla querelle con il presidente della Camera Berlusconi non proferisce parola. Per non alimentare altre polemiche e perché vuole concentrarsi sul governo. Oggi con le prime case del post terremoto ad Onna e poi con la lunga sfilza di appuntamenti internazionali, dal vertice di Bruxelles di venerdì prossimo al G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre, passando per l’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

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