Bersani: "Crisi politica conclamata" Di Pietro: "Non giocare a fare il furbo"

Il segretario del Pd: "Il problema è che il Paese non può subire traccheggiamenti". Il leader dell'Idv: "Gianfranco, o stai all’opposizione o al governo. Hai fatto un discorso che faccio io tutti i giorni". Casini: "Bene, il premier capisce che si è chiusa una fase"

Roma - "Il problema è che il Paese non può subire traccheggiamenti". Lo afferma il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, parlando al Tg de LA7 nel commentare il discorso di Fini. Per Bersani non va bene "il gioco del cerino", perché "ci sono problemi seri di cui la politica non riesce a parlare". Più tardi aggiunge: ad un patto di legislatura "non ci crede neanche lui". "Fini - spiega - ha dichiarato la fine del Pdl certificando la crisi politica del centrodestra. In questi giorni assisteremo al gioco del cerino, ma con oggi la crisi politica è conclamata».

Di Pietro: caro Fini non giocare a fare il furbo "Caro Fini, non puoi giocare a fare il furbo. O stai all’opposizione o al governo. Hai fatto un discorso che faccio io tutti i giorni, sul conflitto di interessi, su tutta l’accozzaglia 'stranamore' che circonda Berlusconi. E quindi? resti in maggiornza e approvi i cinque punti. Non fare il furbo, fai una scelta". Così Antonio Di Pietro, leader di Idv, nei primi commenti del tg de La7 al discorso del presidente della Camera.

Casini: bene, il premier capisca che si è chiusa una fase È positivo il commento di Pier Ferdinando Casini all’intervento di Fini a Mirabello e Silvio Berlusconi dovrebbe prendere atto che una fase si è chiusa. Lo dice il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, al Tg LA7. Premesso che "l’errore di Fini fu di salire sul predellino" e di aderire al progetto del Pdl che nulla sarebbe stato se non una "Forza Italia allargata", oggi Fini ha svolto "un’analisi condivisibile. Quando ha chiesto il quoziente famigliare, una legge elettorale che restituisca la scelta agli elettori. E poi il passaggio sulle quote latte, sul federalismo equilibrato" e il fatto di aver posto la questione, in politica estera dopo la visita di Gheddafi, di "un’idea di mortificazione della politica estera". È poi "importante che abbia confermato il patto di lealtà al centrodestra che mette al riparo da ogni ipotesi avventata di elezioni anticipate". Ora, conclude, "Berlusconi assuma da questa vicenda l’impegno di andare in Parlamento e di capire che una fase si è chiusa e che il Paese ha bisogno di una fase di responsabilità: nell’opposizione non sono tutti ’sfascistì e la situazione italiana è drammatica".