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Borsa e mercati

Bufera su titoli di Stato e Borse. Debito francese sotto pressione

Il Brent sale a 113 dollari e si abbatte su tech e banche. Piazza Affari è la maglia nera (-2,5%). I bond di Parigi arrivano a rendere il 5,1%: rischio scure di Moody’s. Spread Btp-Bund a quota 124 punti

Lo Stretto riporta il rischio inflazione

Una sberla da quasi 30 miliardi di dollari. Questa è la perdita registrata dal fondo sovrano norvegese, che reinveste i proventi del petrolio, nel terzo trimestre di quest’anno. A pesare, oltre alla volatilità sui titoli tech, l’aumento dei rendimenti sulle obbligazioni, che si è abbattuto sul valore dei titoli in portafoglio. Anche ieri è stata una giornata difficile sul fronte dei titoli di Stato, con il decennale francese a raggiungere un rendimento del 5,08% per uno spread con i Bund tedeschi schizzato a 174 punti base, ai massimi dalla crisi del debito sovrano del 2011. Intanto, oggi per il Paese guidato dal presidente Emmanuel Macron c’è un appuntamento importante con l’agenzia di rating internazionale Moody’s. Le attese sono per una revisione delle prospettive a «negative» sul giudizio AA3, una mossa che è solitamente l’anticamera di un declassamento in vista dell’appuntamento successivo.

Ad aggravare la tensione sul debito sovrano francese, oltre alla prospettiva di una manovra di bilancio difficile, ieri hanno inciso le tensioni in Medio Oriente con il prezzo del barile di petrolio salito a circa 113 dollari al barile. Il rischio concreto di nuovi rincari e di un aumento dell’inflazione conduce il mercato ad attendersi nuovi rialzi sui tassi d’interesse. Soffre pertanto il settore tech - molto indebitato per gli investimenti sull’intelligenza artificiale - e calano anche le Borse. A Piazza Affari il listino principale, il Ftse Mib, ha accusato una perdita del 2,5% trascinato verso il basso dai titoli tecnologici (Tecnoprobe ha ceduto il 7,6% al pari di Prysmian). Ma a virare pesantemente al ribasso ci sono anche i titoli bancari, che subiscono l’aumento dello spread (ieri quello tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi ha chiuso a 124 punti) avendo tra i loro attivi una consistente esposizione al debito sovrano italiano e di altri Paesi europei, Francia compresa. Problema condiviso anche da altri istituti europei. Sono andate male anche le altre principali Borse europee con Parigi -1,4%, Francoforte -1%, Londra -0,26 per cento. In controtendenza il Treasury americano, ovvero il decennale statunitense, che è sceso per la prima volta sotto al 5% dalla fine di settembre. In Europa, calano i rendimenti dei Bund tedeschi al 3,3%: è il riflesso di una corsa ai titoli di Stato di qualità maggiore per mettersi al riparo dagli asset ritenuti più rischiosi.

Sul debito italiano oggi si pronuncerà anche Scope Ratings, ma in questo caso è più difficile che ci siano azioni sul rating (oggi BBB con outlook positivo) anche se il nostro Paese è esposto al contagio. La situazione dell’Italia, oggi, è diversa da quella della Francia: la prima ha un deficit che quest’anno rientrerà al di sotto della soglia del 3%, mentre Parigi avrà dei problemi a ricondurlo alla soglia del 5% a causa di un’elevata conflittualità politica interna e le proteste nelle piazze.