Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:32
Borsa e mercati

Caro tazzina: per l’espresso 25 centesimi in più dal 2021

Le cause si intrecciano. La prima è il rincaro dell’energia

Una macchina da caffè durante l'erogazione in una tazzina, in una immagine di archivio, Roma, 26 marzo 2022. ANSA/FABIO FRUSTACI

La più cara si beve a Bolzano: 1,51 euro per una tazzina di caffè al bar. È il prezzo più alto rilevato in Italia, che presenta una media nazionale a 1,29 euro: il 24,2 per cento in più rispetto a cinque anni fa, circa 25 centesimi in più. Dal lato opposto dello Stivale, a Messina, è possibile bere un espresso a 1,06 euro. Il dato emerge da uno studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), condotto insieme ad Assoutenti sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e racconta un Paese multiforme anche nella sua liturgia quotidiana: il caffè al banco.

Le cause si intrecciano. La prima è il rincaro dell’energia. Le bollette salate degli ultimi anni hanno spinto molti gestori a ritoccare il listino, non riuscendo più ad assorbire i costi. C’è anche un secondo fronte, quello delle quotazioni delle materie prime. Negli ultimi tre mesi il caffè Arabica sui mercati internazionali è salito di circa il 20 per cento, principalmente a causa delle forti piogge che hanno colpito il Brasile che hanno rallentato la raccolta e minato la qualità del prodotto. ‘Al 24 giugno era stato raccolto il 44 per cento del raccolto, una quota inferiore rispetto al 51 per cento dello scorso anno e anche rispetto alla media dei precedenti cinque anni (47 per cento).’ si legge in una nota di Areté, società di consulenza specializzata nel settore agricolo. Negli ultimi cinque anni le quotazioni dei futures sul caffé hanno visto un rialzo dell’85 per cento.

A incidere è anche un dettaglio sociologico: gli italiani stanno cambiando le proprie abitudini. Nel 2026 le vendite del caffè in chicchi sono aumentate del 33 per cento, tendenza che rischia di togliere terreno al primato del caffè al bar. All’orizzonte si intravede anche il probabile intensificarsi del Niño, che potrebbe rovinare i raccolti del Vietnam e la fioritura in Brasile. Come se non bastasse, il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia pochi giorni fa ha causato una grave interruzione logistica alle esportazioni.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.