Bossi scarica Aldo: "Problema del Pdl". E lui: "Una montatura, in aula a luglio"

Il leader del Carroccio: "Fare una cosa del genere è come mettersi al muro per farsi sparare". Il sostenitori di Lega e Pdl perplessi: "Che autogol. Non si poteva trovare un altro non attaccabile?"

Bossi scarica Aldo: "Problema del Pdl". E lui: "Una montatura, in aula a luglio"

Roma Questo non è catastrofismo da giorno dopo la sconfitta dell’Ita­lia, il pensiero negativo che mesco­la la disfatta calcistica in Sud Africa con la politica e il futuro del Paese. È delusione sincera, espressa niente­meno che sul blog ufficiale del Pdl, Spazio Azzurro. Scrive Andrea: «Io Silvio ti adoro, ma quando leggo che il primo atto di Brancher è chie­dere il legittimo impedimento mi ca­dono le braccia». È la base che giudica, gli elettori che scrivono. Ed è vero che in tutte le bacheche di internet, in tutti gli spazi di libera espressione creati da partiti e movimenti nel campo libe­ro del web, abitano i provocatori, che usano le parole come proiettili, insultano, sparpagliano odio. Ma molti commenti sembrano davvero espressione di trasparenza. La mos­sa del­neoministro al Decentramen­to Aldo Brancher di appellarsi, appe­na insediato, alla norma del legitti­mo impedimento per impegni di la­voro al dicastero, evitando così di es­sere presente alla prima udienza a Milano del processo Antonveneta in cui è imputato, non piace a chi può parlare senza compromettersi, ossia alla cosiddetta pancia, il popo­lo, di Lega e Pdl. Dei leader politici di centrodestra solo Umberto Bossi ieri si è sbilanciato: «Non commen­to il Colle», ma appellarsi al legitti­mo impedimento «è poco furbo». Diplomatico invece, e più tecnico, il commento del ministro Ignazio La Russa: «Brancher ha diritto, in sen­so giuridico, ad avvalersi della nor­ma e quindi, dal punto di vista for­male, è sicuramente in regola». E dal punto di vista morale? «Sui moti­vi non so dire nulla perché non co­nosco le ragioni concrete ». Alla fine, al termine della seconda giornata di critiche e accuse, è stato lo stesso Brancher ha diramare una nota, pro­vando a spiegare: «È una montatura assurda, c’è un’interpretazione er­rata. Non voglio sottrarmi alla giusti­zia. Chiederò un anticipo del­l’udienza a fine luglio». All’interno di forum e bacheche virtuali del centrodestra, i commen­ti sono stati per tutto il giorno seve­rissimi. Ancora da Spazio Azzurro, Antonio Caruso: «Difendere Berlu­sconi da attacchi da parte della ma­­gistratura è cosa giusta, ma quando si crea un ministro per non farlo giu­dicare è una esagerazione. Sono Pdl». Carlo Dinale, sempre sul sito pidiellino: «Ahimè la nomina e il comportamento del signor Bran­cher sono una discreta delusione per i credenti anche se non ortodos­si e un buon sostegno alla casta dei giudici». Ancora più perplessi e irritati i fan del Carroccio. Sulla pagina persona­le di Facebook dell’eurodeputato Matteo Salvini, Stefano Delbono va­l­utava: «A me scusa ma questo mini­stro B­rancher per l’attuazione del fe­deralismo... insomma...mi puzza un po’.... siamo noi i garanti per l’at­tuazione del federalismo!!!! Che si faccia processare!!». Il fastidio del Senatùr per questa vicenda era in­dubbio, ieri lo ha manifestato pub­blicamente; invocare il legittimo im­pedimento, ha detto Bossi a una fe­sta leghista a Paderno Dugnano, «mi sembra poco furbo»: una «cosa del genere è come mettersi al muro e farsi sparare». Un autogol. E co­munque, ha chiarito, «è una nomi­na di uno del gruppo di Berlusconi, di uno del Pdl». Prima di lui, il mini­stro della Semplificazione Roberto Calderoli era stato più pacato: «Il ca­so Brancher riguarda Brancher. Bi­sogna pensare ai problemi della gente. È un procedimento della ma­gi­stratura, quindi non riguarda né noi, né la politica». I tesserati sono meno equidistanti. Il sito di Repub­blica ieri la chiamava la «rivolta» del­la base leghista: «È uno schi fo­si leg­g eva sul forum dei Giovani padani ­è il ventiquattresimo ministro in un governo che per caste fa rimpiange­re ilclientelismodel governo D’Ale­ma ».

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