Burlando sceglie i compagni e cancella gli annunci dell’Udc

(...) E ancora della platea si chiedono garanzie su scuola e trasporti pubblici che più pubblici non si può. Garanzie che arrivano dallo stesso Burlando che invita all’unità della sinistra e alla chiamata alle armi perché «senza bisogno di sondaggi, se portiamo tutti a votare si vince».
Per evitare che un vecchio 78 giri attacchi l’Internazionale, arrivano inevitabili le domande. Tratte direttamente dal programma dell’Udc, con quei punti salienti su cui Monteleone si è impegnato personalmente (con tanto di brochure scritta) per dimostrare di avere scelto Burlando per i programmi e non per altre convenienze di bassa politica. Le promesse, anzi gli impegni che si è preso il segretario per convincere il popolo Udc a votare con i comunisti, però vengono smentiti, spazzati via dal leader della coalizione.
Alla garanzia della «copertura di parte della retta scolastica per gli studenti delle scuole paritarie» e dell’introduzione di «buoni scuola regionali sul modello della Lombardia» Burlando mette da parte la diplomazia e i giri di parole: «Abbiamo già approvato una legge (quella che cancella i buoni scuola istituiti da Biasotti, ndr) e ci pare una buona legge, che non necessita di modifiche. L’abbiamo approvata con l’accordo e l’impegno di tutti, per intenderci da Nesci a Monteleone». La precisazione ha il sapore della stilettata supplementare, per ricordare che chi oggi promette il buono scuola ne è stato in realtà l’affossatore.
La «costituzione di un circuito di campi da golf» sostenuta nel programma Udc provoca allergia ai compagni? Burlando non esita a dire che «si tratta di un’attività di privati, che di certo non verrà sostenuta con interventi pubblici». Il terzo schiaffone arriva sul nucleare, sulla promessa Udc di «sostenere il ruolo di riferimento nazionale per il settore energetico di Ansaldo Nucleare». Burlando non scarica la società genovese, ma precisa che si tratta di scelte nazionali e che comunque, «per sua convinzione, non varrebbe la pena correre dietro a chi è già partito 25 anni fa sul nucleare per poi restare comunque indietro e puntare piuttosto su energie alternative».
E le infrastrutture? Quelle che addirittura «aprono» il programma di Monteleone con una «proposta di legge regionale per incentivare gli investimenti privati nelle infrastrutture stradali, portuali, aeroportuali e nei lavori pubblici»? Burlando: «Abbiamo già approvato alcune infrastrutture e ciò che è già appaltato non è in discussione». Di altro non c’è bisogno. Si potrebbe continuare. Ma ormai i compagni sono in visibilio per Burlando. Meglio non far vedere troppo all’Udc che l’arbitro è «venduto».

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