Provano nuovamente a imbavagliare e intimidire Il Giornale e anche il centro islamico di Brescia se la prende con la testata. Questo solo per aver raccontato che domenica 4 gennaio si fosse svolta a Brescia una lezione di sharìa, ovvero la sacra legge islamica. Così come abbiamo sottolineato che a organizzare l’evento fosse il Centro Culturale Islamico di Brescia, con il patrocinio dell'Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide. Un corso dal titolo: «Introduzione allo studio degli obiettivi della Shari'ah».
Con la «docenza» di Sheikh Amin Al-Hamzi, che è anche «Membro del consiglio europeo per la Fatwa e la Ricerca». Tra gli elementi sottolineati c’è la forte vicinanza dell’ente che patrocina l’evento e l’Istituto Bayan (Istituto italiano per gli studi italiani e umanistici). Quest’utimo, sito a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, è stato citato dal report degli 007 francesi sul fondamentalismo islamico: «L'Istituto Italiano degli Studi Islamici e Umanistici, noto come Bayan, ha ricevuto finanziamenti kuwaitiani attraverso l'International Islamic Charity Organisation. Diventerebbe il principale centro di formazione per gli imam in Europa e rilascerebbe un diploma di insegnante professionista a beneficio delle scuole e dei centri islamici in Europa».
E, infatti, come si legge sullo stesso sito del Bayan, loro hanno aperto «in collaborazione con l’Associazione Islamica Italiana per gli Imam e i Guidi, i programmi paralleli per l’anno 2024» e «il Signor Amin Al Hazmi, responsabile del programma designato dalle due istituzioni, ha tenuto una conferenza in cui ha illustrato il programma e l’importanza della partnership tra il Centro e l’Associazione nei programmi paralleli, nonché l’importanza della conoscenza e della mappa delle Scienze Religiose». E Al Hamzi è, appunto, colui che tiene il corso sulla Sharia a Brescia.
Eppure, loro hanno annunciato che “ abbiamo deciso di rispondere con una nota alle illazioni e diffamazioni di questi giorni di una testata giornalistica nazionale poiché sono state calunniate alcune persone della nostra comunità tra cui il nostro autorevole e competente imam Sheik Al-Hamzi”. A riprendere ovviamente il loro contenuto è il predicatore islamico di Torino Brahim Baya che, sotto la foto del titolo de Il Giornale scrive: “Sempre lo stesso schema. Delegittimazione, sospetto, isolamento. E poi l’idea che colpire sia non solo legittimo ma necessario.
Prima si sbatte “il mostro” in prima pagina, poi arrivano i politicanti neri, infine la repressione: provvedimenti di deportazione, inchieste pilotate”, scrive rivolgendo accuse pesantissime. E aggiunge che “Questo ha un nome preciso: islamofobia istituzionale, mediatica e politica”.