Le promesse di Roberto Mancini, ct alla seconda edizione, sono state quasi tutte mantenute. Sarà un’Italia più giovane e multietnica, con esperienze provenienti dai campionati più competitivi del nostro, Inghilterra e Germanaia, sull’esempio di altre federazioni che hanno adottato e coltivato i talenti nati in Europa da famiglie di origine diversa. Ben 34 gli azzurri convocati nell’elenco (10 in meno rispetto a Klopp ct tedesco) per gestire le prime 4 sfide della Nations league distribuite in appena 11 giorni. Un battesimo da brividi per Mancini e i suoi azzurri: bisognerà procedere con un geniale turn-over! Suggestivi alcuni ritorni a cominciare dal viola Fagioli per passare a Zaniolo (scoperto da Mancini tanti anni prima) per chiudere con Mandragora del Toro. Poi c’è la convocazione di Daniel Maldini dopo la vicenda dell’incidente d’auto con un tasso alcolemico oltre i limiti consentiti. I debutti sono addirittura
9 (lunedì il primo allenamento a Coverciano): dal portiere Pessina (Bologna) ai difensori Ghilardi (Roma), Kayode (Brentford), Kouadio (Monza), ai centrocampisti Romano (Cagliari) e Doumbia (Sporting CP), per chiudere con gli attaccanti Sebastiano Esposito (Sassuolo), Vergara (Napoli), e Zoma (Norimberga). Non è passato inosservato il lavoro svolto da Baldini, ct dell’under 21, traghettatore tra Gattuso dimissionario dopo la Bosnia e la fine della stagione passata: Ahanor (Crystal Palace) e Inacio (Borussia Dortmund) hanno infatti trovato posto mentre Palestra è rimasto a Londra dopo l’infortunio smaltito solo di recente. Tornerà a novembre.
A dispetto del clima di incertezza politica che regna sul capo del nuovo presidente federale Malagò (è in discussione, per l’elezione del 22 giugno, la formalità del mancato tesseramento all’atto del deposito della candidatura, dettaglio quest’ultimo che doveva essere segnalato dagli uffici federali e per questo motivo è
doppiamente giustificata l’amarezza dell’interessato nei confronti del Coni da un lato e del proprio apparato burocratico dall’altro, ndc), ci sarà invece il debutto ufficiale di Diana Bianchedi, vice-presidente vicario del Coni e designata quale capodelegazione del club Italia. Proprio su questa nomina è nato un altro conflitto con il Foro italico che l’ex campionessa olimpica ha provato a risolvere dichiarando la volontà di «accettare l’incarico in Nazionale», in attesa del parere dell’Anac. Con 34 convocati, la strategia del Ct è già scritta: in occasione dei quattro appuntamenti (25 settembre a Roma Italia-Belgio; 28 settembre Turchia-Italia a Istanbul; 2 ottobre Francia-Italia a Parigi; 5 ottobre Italia-Turchia a Bologna) un robusto e intelligente turn-over per non disperdere la cifra tecnica collettiva e misurare la vocazione dei nuovi arrivati in maglia azzurra
