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Calcio

E Gasp sfida la sua “kryptonite” nerazzurra

Il tecnico non li batte da 8 anni: “Ma da tempo sono i più forti e un punto di riferimento”

Grinta Gasperini, 68 anni, carica i suoi in vista del big match casalingo

Parli di Inter e per Gasperini è quasi come la «kryptonite» per Superman. Il tecnico non rifiuta il paragone davanti ai numeri impietosi delle ultime sue sfide con i nerazzurri: nessuna vittoria da otto anni a questa parte (l’ultima volta sulla panchina dell’Atalanta l’11 novembre 2018) e in totale cinque successi - tutti casalinghi - in 36 incroci. Nella stagione scorsa, poi, il doppio ko (0-1 e 2-5). «Ma c’è stato un periodo che con l’Inter riuscivo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni sono state sempre sconfitte - ha sottolineato il tecnico della Roma -. Poi sarà l’aspetto tattico, ma sono cambiati allenatori da Conte a Inzaghi e Chivu, il risultato non è cambiato. Ma questi numeri negativi però li hanno diverse squadre contro l’Inter».

E mai come stavolta Gasp è pronto a quella che si profila come una possibile sfida scudetto o quanto meno di altissimo profilo tecnico. L’ambizione, usando le sue parole, è quella di giocare alla pari stasera contro l’Inter: «La squadra è al completo, siamo tutti disponibili. È straordinario perché succede raramente. Noi stiamo cercando di inserirci in una fascia sempre più alta del campionato. Ma l’Inter resta sempre un club punto di riferimento per il nostro campionato e quello di tutti, negli anni ha fatto cose straordinarie e da anni è òa squadra più forte».

Sarà un bellissimo appuntamento e se il sogno dei tifosi è alto, Gasp aveva già frenato sulla corsa scudetto («ne parleremo solo dopo 20 gare»). «I risultati dell’Inter sono eclatanti e lo dimostrano, nelle vittorie e nei punti. Bisogna avere la serenità di riconoscere queste situazioni oggettive. E loro oggettivamente sono più forti della Roma (che in casa non batte i nerazzurri da 10 anni, ndr). Per arrivare a quei livelli, dobbiamo guardare ancora a noi stessi». Tre ballottaggi per Gasp in ogni reparto: l’impressione è che Balerdi, Lulli e Soulé siano in vantaggio sui rispettivi compagni di ruolo.

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