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Calcio

Amorim mostri il suo Milan nella “coppa maledetta”

A San Siro arriva il Benfica in una sfida piena di storia e incroci personali. Modric resta una certezza per il tecnico che assicura: “Ho le idee chiare e voglio il trofeo”. Che il Diavolo non ha mai vinto

Milan's Luka Modric celebrates after scoring 1-2 during the Italian Serie A soccer match Pisa SC vs AC Milan at Arena Garibaldi stadium in Pisa, Italy, 13 February 2026. ANSA/ENRICO MATTIA DEL PUNTA

Questo Milan-Benfica, evocato già in una canzone di Dalla, non può diventare un banale debutto dell’Europa League. Dietro le quinte evoca scenari molto suggestivi e intrecci personali di grande romanticismo calcistico. La sfida infatti ricorda esattamente due finali di coppa Campioni (la prima nel ’63, la seconda nel ’90: entrambe vinte dal Milan) e chiama alla ribalta sia l’attuale presidente del Benfica, Manuel Rui Costa, indimenticabile musa del Milan pre-Kakà oltre che Gonçalo Ramos, centravanti attuale dei rossoneri a caccia di gol e di un credito maggiore da riscuotere. Non solo. C’è poi Amorim che per anni ha avuto la sua residenza calcistica a Lisbona nel club che fu di Eusebio e non nasconde la propria emozione ricordando che quella portoghese «è stata la sua casa e la sua famiglia» prima di far conoscere che «nell’estate scorsa avevo detto no al Benfica

prima che arrivasse il Milan a cui poi non si può dire no» la confessione postuma.

San Siro sold-out con la curiosità di vedere quali saranno le scelte di Amorim dopo aver visto una squadra dalle due facce all’Olimpico. «Ho le idee chiare» è la sua assicurazione che comprende tra l’altro la difesa convinta di Modric («so quello che vale») e l’osservazione sui cambi di umore della critica («Moreira prima criticato a Torino poi a Roma è diventato un eroe!») a cui è preparato e se qualche volta dovesse usare gli artigli «sarebbe solo per difendere i miei calciatori». Poi ci sono le ambizioni, dichiarate e non. E qui Amorim è più chirurgico. «Non abbiamo un obiettivo minimo, vogliamo vincere per evitare critiche selvagge» è la semplice dichiarazione d’intenti che coincide tra l’altro con la tradizione negativa dei rossoneri. Da non credere i precedenti: mai arrivati in finale né ai tempi della coppa

Uefa men che meno in Europa League quasi a dimostrazione che trattasi di una «coppa maledetta» per il club che ha il numero magico 7 (delle Champions vinte) sulla maglia. Dietro gli intenti poi c’è la realtà di questa sfida, impegnativa, la prima di un girone molto lungo con un paio di inglesi che possono fare da guastafeste e che metteranno a dura prova sia l’attendibilità del nuovo corso che lo spessore di Gonçalo Ramos, centravanti già discusso per il numero dei gol (1). «Focus è sulla squadra, non sul gol, le vittorie arriveranno» è l’ottimismo di facciata dell’interessato che ha ricevuto nei giorni scorsi l’incoraggiamento di Ibra. TV: ore 21 Sky Sport

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