C’era una volta la Juventus che dominava i campionati e che faceva sentire il suo peso in Europa. Da qualche anno non è più cosi. Addirittura negli ultimi mesi la caduta è stata verticale. E dopo le prime 9 giornate di campionato, il quadro è ancora più impietoso.
Nicola Amoruso, lei che è stato un centravanti di razza di una grande Juve, si aspettava questo crollo?
«No, perché speravo di vedere una Juve diversa. Si parla tanto in queste ore delle qualità dei giocatori che non sarebbero all’altezza. Ma io ritengo che qui la questione sia un’altra: ci sono giocatori impauriti nel provare a essere propositivi. Non è una questione tecnica».
Da cosa dipende questa paura?
«È molto semplice, prima di ogni cosa dalla mancanza dei risultati. Dopodiché chi oggi scende in campo non ha un riferimento tecnico come Kenan Yldiz, che è un giocatore rifugio. Gli dai la palla e poi in qualche modo ci pensa lui».
Sostituire Spalletti può rimettere in careggiata la Juventus?
«Premessa: è uno degli allenatori migliori che ci sono in circolazione. Eppure, anche i grandi tecnici possono non incidere in alcuni contesti. Mi dispiace, perché all’inizio abbiamo visto qualcosa di diverso. Molto dipenderà dalla prestazione della squadra contro il Napoli».
Quanto sta pesando per lui la non qualificazione in Champions?
«Pesa, perché è una squadra che si trascina con sé la sfiducia. Si può non centrare il quarto posto. Ma si devono analizzare le modalità. Nelle ultime tre gare dello scorso anno la Juve è crollata. Ha dilapidato punti con il Lecce e la Fiorentina. Insomma, il modo in cui è arrivata questa delusione è stato traumatico. Detto questo, io non penso che il Como tecnicamente sia più forten della Juve, come del resto la Roma o il Milan. ».
Toccherà ad Antonio Conte, che lei conosce essendo stato suo compagno risollevare Madama?
«Io spero che Spalletti faccia risultato con il Napoli, perché a me personalmente è un allenatore che piace e stimo molto. Antonio è particolarmente legato alla Juventus, il suo percorso da allenatore è incredibile, fatto di vittorie e risultati. Non so se oggi Conte accetterebbe di entrare alla Juventus».
In alternativa si parla di un altro suo ex compagno: Deschamps.
«Anche Didier è un allenatore top, è stato un anno alla Juve ai tempi della serie B. Stiamo parlando di un tecnico di assoluto valore che conosce questo mondo».
Oggi però ci sarà la partita con il Napoli e dall’altra parte la squadra bianconera ritroverà Allegri. Chi rischia di più?
«Il Napoli arriva meglio. Ha vinto a Monza in maniera larga, ha ritrovato alcuni giocatori. Sarà una partita complicata, anche perché giocare in casa non è un fattore positivo, lo stadio può diventare un problema. Il Napoli potrebbe essere facilitato anche mentalmente».
