Decidono i cambi, da una parte e dall’altra. Prima Cisse, l’arma segreta del Milan tenuto in panchina per un’ora: al primo pallone utile inventa un gol che terrorizza la Juve. Poi tocca a Gatti, altro esponente della panchina, lanciato alla disperata caccia del pareggio: di testa, nel finale, impone il suo stacco imperiale sulla difesa rossonera. Non impressiona mai il Milan, delude al debutto Moreira, del famoso calcio aggressivo si vede poco o niente mentre la Juve è quella solita. Prima punge con Conceiçao poi deve aspettare l’aiuto di un difensore per trovare l’uno a uno. L’omaggio dello stadio torinese a Franco Baresi è un vecchio debito di riconoscenza saldato (le rose e l’omaggio all’Heysel, ndr) e offre subito alla serata un clima speciale. Due le novità sui rispettivi fronti: Spalletti punta su Alajbegovic per sostituire Yldiz, recuperando qualche frizzante dribbling, Amorim scopre la carta Moreira a destra con discutibili frutti almeno fino all’intervallo. Perché il bosniaco è pieno di iniziative e di coraggio, il portoghese invece sembra limitarsi al compitino al pari di Saelemaekrs che perde un paio di palloni sanguinosi riconquistati dalla Juve. L’immagine dello 0-0 a fine prima frazione non è molto diversa da quella ispirata dalle ultime 4 sfide (tutte senza gol). A dire il vero più intraprendente risulta la Juve che con Conceiçao, un paio di volte, chiama in causa Maignan che ha un bel lavoro da svolgere per tenere i suoi al sicuro. Sul fronte opposto il Milan non riesce quasi mai a mettere pressione alla difesa bianconera a dispetto persino dell’attività di Modric nel rammendare il gioco dei suoi.
Conceiçao si riconferma a inizio ripresa la spina nel fianco dei rossoneri: il suo sinistro velenoso, a Maignan battuto, trova l’opposizione del palo. Forse è la scintilla che spinge Amorim a tre cambi indispensabili: tutti insieme Chukuwueze, Loftus Cheek e Cisse entrano all’ora di gioco e in effetti offrono una svolta inattesa. Perché alla prima discesa di Chuku innescato da Loftus Cheek, la palla finisce sull’altro lato dove il giovane Cisse cesella il suo primo pallone e col destro a giro trova l’angolo scoperto di Vicario. Spalletti corre ai ripari con Woltemade che alla prima occasione (mischia in area) col sinistro centra la curva dei tifosi. Alla fine decidono i cambi anche in campo juventino. E al culmine dell’ultimo assalto, su un cross telecomandato Gatti, l’attaccante aggiunto schierato quasi per disperazione, la Juve trova finalmente il gol del meritatissimo pareggio.
