Una notte di emozioni. Tante, troppe in una partita di così alto livello che da queste parti mancava da quasi otto anni. Il doveroso omaggio all’ex Mourinho è il prologo annunciato - il portoghese ricambia cori, striscioni e standing ovation con un bacio verso la Curva Sud -. Il gol beffa di un altro ex, Rudiger, sono invece i titoli di coda di una gara bella e intensa. Prima la Roma rischia di affossare il Real delle stelle grazie ai gol di marca olandese e offrendo una prestazione di grande personalità, poi getta al vento la partita consentendo in sette minuti la clamorosa rimonta d’orgoglio dei Blancos. Nemmeno la truppa di Gasp salva così l’onore italico in un turno disastroso nella competizione europea più prestigiosa (quattro sconfitte su quattro).
Se quello di ieri doveva l’esame di maturità per i giallorossi, il voto si ferma alla sufficienza per quell’ultimo tratto di gara nel quale è arrivato il ribaltone degli avversari. Bomber Malen, a secco nelle gare succitate (complice quel rosso evitabile e del quale ha chiesto subito scusa a tutti), è stato protagonista: due gol al Real, che aveva già colpito con la maglia del Dortmund, che avevano quasi messo al tappeto i Blancos dalle mille risorse e dalle tante stelle, anche ben remunerate. Fermato Vinicius che paga con 4 giornate di stop nella Liga, niente Clasico per lui, le «intemperanze» dell’ultimo turno di campionato, purtroppo escono fuori altri protagonisti inattesi. Come era stato De Roon, il pupillo olandese di Gasp già alla Dea che aveva rotto l’equilibrio di una notte conclusa in maniera folle, le lacrime di Koné, costretto a lasciare la contesa quasi subito per una guaio muscolare, quelle di un bimbo in tribuna pescate dalla tv dopo il gol di De Roon, la rabbia di Dybala, bloccatosi nell’intervallo. E poi la delusione del popolo giallorosso, forte, evidente e che lascia tutti ammutoliti. Mou si porta a casa l’omaggio dei suoi ex tifosi e i tre punti. Non poteva certo fare regali...
