Dopoessere stata l’ultima italiana in corsa in Champions League nella passata stagione l’Atalanta apre l’annata europea delle nostre rappresentanti. Lo fa stasera dalle 20.30 (diretta Sky e in chiaro su TV8) contro gli israeliani dell’Hapoel Tel Aviv in Conference League, una competizione che la Dea non ha mai assaggiato. A due anni dal trionfo di Dublino in Europa League contro il Bayer Leverkusen è cambiato veramente tutto, a cominciare dall’allenatore che ormai non è più Gasperini o un suo discepolo tipo Juric o Palladino ma l’esperto Sarri («il debutto? C’è entusiasmo e anche un po’ di farfalle nello stomaco...). Parola d’ordine, difesa a quattro, qualcosa che a Bergamo non vedono da dieci anni ormai, da prima del Gasp. Giocatori abituati a certi meccanismi dovranno reinventarsi, mentre alcune colonne della squadra se ne sono andate, tipo Djimsiti, forse il pretoriano per eccellenza dello stile atalantino.
È un altro mondo, insomma, in un’estate che sul mercato ha portato la maxi-plusvalenza di Palestra, finito al Chelsea per 60 milioni, e l’affare saltato di Ederson con il Manchester United. Il brasiliano è rimasto e ora è lui il nuovo capitano, comunque indispensabile fulcro anche per Sarri e il suo 4-3-3 che attende di capire se De Ketelaere, acciaccato, sarà disponibile stasera.
Via dunque con i playoff d’andata di Conference, competizione che di solito porta bene alle italiane: vittoria della Roma nel 2022, doppia finale consecutiva persa per la Fiorentina nel 2023 e nel 2024. L’obiettivo dell’Atalanta è di superare gli israeliani tra oggi e la prossima settimana, per poi tuffarsi nel maxi-girone dove sarà eventualmente una delle favorite per la vittoria della coppa. A Bergamo c’è allerta massima per la gara: vietate le bandiere della Palestina.
