La contestazione prima della partita, fuori dallo Stadium. E, appena dentro, l’invito ai giocatori di tirare fuori la grinta giusta (eufemismo). A fine gara non si può certo dire che la Juventus sia definitivamente risorta, ma tre punti dovevano arrivare e tre punti sono arrivati: merito di Alajbegovic, che, pur non al meglio, ha indirizzato il match con una sberla da oltre venti metri finita all’incrocio dei pali quando il pareggio pareva il risultato più scontato. Poi, nel finale, il raddoppio di Boga con un altro missile da fuori area: Spalletti salva così la panchina, il popolo bianconero ritrova un minimo di tranquillità e chissà che d’ora in avanti i bianconeri non possano tornare a occupare posizioni di classifica più consone al proprio blasone. La Signora si porta così a meno sei dal quarto posto del Como mentre il Napoli - che ha chiuso in inferiorità numerica a causa del doppio giallo a Marianucci - rimane impantanato a metà classifica e chissà quale sarà la reazione di De Laurentiis.
Non è stata comunque una gran partita, questo no. Juve e Napoli paiono squadre impaurite e timorose, con un tasso tecnico del tutto rivedibile e un’idea di calcio proposta a ritmi certamente non elevati. La Juve è spuntata, nonostante Spalletti scelga di mettere subito in campo quasi tutti i suoi giocatori offensivi, con un 4-4-2 in cui Alajbegovic parte da sinistra per dare appoggio a Kolo Muani e Woltemade. Il Napoli, senza l’influenzato Hojlund, rimane abbottonato ma sfiora il vantaggio con Lucca (super Vicario) prima di sudare freddo per il palo colpito da Cabal su azione d’angolo. I bianconeri sono comunque più aggressivi del solito e ci vuole Meret, poco prima dell’intervallo, per impedire ad Alajbegovic di festeggiare l’1-0.
La capacità della Juve di essere pericolosa è insomma quasi tutta nei piedi del bosniaco ed è quasi logico che sia lui, con il primo gol del suo campionato appena prima di essere sostituito, a tirare fuori la Juve dalle sabbie mobili. Quindi, il raddoppio di Boga e la festa di uno Stadium che, dopo lo spavento iniziale (miracolo di Vicario su Lucca), ritrova così un minimo di serenità.
