Quaranta secondi per far capire ai tifosi della Roja di aver voglia di divertirsi e divertire, dieci minuti per mettere la prima firma - pesante - sul suo Mondiale. A 18 anni e 343 giorni Lamine Yamal è la soluzione scacciacrisi di Luis De la Fuente: la rete che dà la stura alla goleada spagnola contro l'Arabia è già storia, nemmeno Messi e Mbappé erano riusciti a segnare per la prima volta in una rassegna iridata così giovani. Infine, tra gli spagnoli a fare centro in un Mondiale, il gioiellino del Barcellona diventa il secondo per età solo a Gavi (a 18 anni e 110 giorni la rete al Costa Rica nel 2022 in Qatar). E dire che questa manifestazione rischiava di non giocarla per una lesione al bicipite femorale lo scorso 22 aprile.
La vivacità di Lamine sempre nel vivo del gioco, cercatissimo dai compagni e bravissimo a creare superiorità partendo sempre dalla sua zona preferita (era la prima da titolare sul palcoscenico calcistico più prestigioso) serviva alla Roja dopo il brutto esordio contro Capo Verde: con il calciatore castigliano si vede una squadra concreta, veloce e affamata, il contrario di quella del debutto. Risultato: digiuno di gol iridato degli spagnoli subito interrotto e oltre all'exploit di Yamal - tolto dopo i 50 minuti della prima frazione essendo ancora a corto di condizione dopo il recente rientro dall'infortunio - arriva anche il risveglio di Oyarzabal, l'attaccante della Real Sociedad che due anni fa a Berlino siglò il trionfo europeo della Spagna. Prima l'assist per il gol di Yamal, poi la doppietta e una traversa (poteva essere un gran gol, trivela e pallonetto al portiere...). Per lui nelle ultime dodici gare con la Nazionale, 14 reti e 7 assist, meglio anche del norvegese Haaland. Alla fine quattro i gol della Roja (l'ultimo con una deviazione del saudita Al Tambakti), che si iscrive ufficialmente a questo Mondiale.
Un bel regalo per il ct De la Fuente che ieri ha compiuto 65 anni e ha avuto la possibilità - oltre che di rodare Yamal (possibile la sua titolarità anche sabato prossimo nell'ultima sfida del girone contro l'Uruguay) - anche di ruotare i suoi uomini, compreso l'altro gioiellino Nico Williams e Fernando Torres, finito indietro nelle gerarchie del ct. Il poker di gol sigilla anche la 33ª gara di fila senza sconfitte, un conteggio che non considera le amichevoli e le partite finite ai rigori.
L'Arabia, dopo il sorprendente pari dell'esordio (ed era pure in vantaggio sulla Celeste di Bielsa...) è stata impotente di fronte alle Furie Rosse che hanno cercato fino all'ultimo di aumentare il numero di reti segnate - il Var ha tolto la quinta proprio a Ferran Torres -.