Notizie per i non credenti: la Lazio è prima, da sola. Vittoria sul Cagliari, Gattuso può mandare fiori e cioccolatini alla sua ex casa rossonera, Amorim ha fermato il presuntuoso Chivu che ritiene cronisti e tifosi come saraghi pronti ad abboccare. Dunque la non notizia diventa tale, la Lazio prosegue con qualche pigrizia iniziale, l’urlo del mezzo Olimpico ha esaltato la rimonta, fuori dallo stadio il resto del popolo biancazzurro maledice il giorno che l’ha incontrato, nel senso di Lotito, ma tant’è, i disertori hanno torto, il presidente se la gode ai massimi. A Torino, partita tra squadre un tempo paurose e oggi impaurite, due jolly di Alejbegovic e Boga hanno dato luce a Spalletti, buio Napoli e Allegri nel momento critico, in vista del viaggio a Oporto. Il Como ha vinto con la spinta del Var, Orsato, in tribuna al Sinigaglia, aveva scelto la Ferrieri Caputi come arbitro, il rigore fischiato era grande come il lago, l’arbitro ha giustamente fischiato a favore del Venezia, i maschietti del Var hanno graziato il Como come accade da troppe partite, gli insulti dei maiali contro Maria Sole confermano lo stato di salute mentale del tifoso di calcio. C’era stato di peggio, anzi esattamente il contrario nel derby, Marco Guida s’era inventato un rigore pro Inter, che combinazione, spiegando da macho «l’ho visto Io, ha allargato il braccio!» , è stato smentito dai suoi colleghi di Lissone. Nessuno ferma la farsa di un regolamento sviluppato da menti che non conoscono lo spirito del football ma esercitano il potere per superbia. Ritornano le coppe, la batosta deve svegliare l’Inter contro il Feyenoord, la Roma, la più solida e tremenda della serie A, si esibisce all’Old Trafford, teatro a pezzi, il Manchester United è vicino alla retrocessione, il City rischia uguale fine dal tribunale, la città di Manchester fuori dalla Premier. Parliamone.

Commenti