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I viola tra i rimpianti a "casa" Palladino

Poco amato dai tifosi lasciò dopo il rinnovo

 I viola tra i rimpianti a "casa" Palladino
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Chissà se qualcuno a Firenze non si sia amaramente pentito di aver criticato e indotto a fine maggio Raffaele Palladino a lasciare la panchina della Viola. La scorsa stagione, infatti, era stata catalogata dalla dirigenza della Fiorentina come deludente dopo l’eliminazione in semifinale di Conference League per mano del Betis, che si era sommata al flop in Coppa Italia (fuori agli ottavi ai rigori con l’Empoli) mentre in campionato era arrivato un sottovalutato sesto posto (miglior risultato del club dal 2016). Eppure le visioni differenti avevano portato il tecnico campano a decidere di fare un passo indietro dopo il rinnovo del contratto

e soprattutto a lasciare la panchina dei toscani, che hanno puntato in estate sul ritorno di Stefano Pioli per sostituirlo. Col senno del poi: una mossa rivelatasi disastrosa visto che il tecnico parmigiano è stato esonerato qualche settimana fa e la Fiorentina langue all’ultimo posto (finora non ha ancora conquistato una vittoria in campionato).

Mai era partita così male la Viola nella sua (quasi) centenaria storia. Ecco perché in riva all’Arno molti tifosi rimpiangono il «Palla», che invece è entrato subito nei cuori del popolo bergamasco. Merito della scintillante vittoria 3-0 sul campo dell’Eintracht. Adesso serve il bis in Serie A per risalire la corrente della classifica e recuperare il terreno perduto. L’Atalanta,

infatti, paga la gestione deludente targata Juric, che ha lasciato i nerazzurri più vicini alla zona retrocessione che a quella per un posto in Europa. Motivo per cui oggi ai bergamaschi servono i tre punti a tutti i costi.

Spazio al tridente pesante De Ketelaere-Scamacca- Lookman per battere la Fiorentina e far aumentare i rimpianti di una città nei confronti di un condottiero, evidentemente, incompreso e sottovalutato. Con Palladino voglioso di prendersi la più bella delle rivincite.

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