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Calcio

Il boomerang dei “No-Lot”: la Lazio in testa

Tifosi ammutinati contro Lotito, ma squadra che vince e conti ok. E quel confronto pari con la Roma

Dalla Lazio alle Camere: Lotito è pronto a scende in politica

Il problema della Lazio? La Roma. Tutto quello che fa il club dei proprietari americani è roba buona per i media e per il popolo giallorosso, il conforto della grande bellezza romanista, attori, attrici, cantanti, registi, politici, Venditti-Verdone-Vanzina-Ferilli-Giallini e avanti con il cast, non trova riscontro nel territorio de aLazio, anzi, qui anche il contorno è sotto critica, non fa tendenza, crea allergie, Insegno-Montesano-Bova-Cruciani. Aggiungo Lotito Claudio, presidente, senatore e allora la fotografia si fa nitida. Poi tiri il totale: due partite di campionato, punti 6, attività di calcio mercato, attivo di 25 milioni mentre in altri siti, a caso il Torino di Urbano Cairo, i risultati del campo e quelli di bilancio non sono così positivi. Ci vorrebbe, dunque, nei confronti della Lazio un po’ di resipiscenza, sostantivo di ultimo ingresso nelle vicende di cronaca nera, se ci si può ravvedere per una aggressione sessuale, figuriamoci se non sia possibile ricredersi nel giudizio sulla squadra biancoceleste a, con tutti gli annessi e connessi. Invece c’è stata ed è ancora in circuito, una «rave partita» nei confronti del presidente, l’ammutinamento dei tifosi, lo stadio Olimpico vuoto e silenziato, l’imprevisto movimento dei No-Lot con preannuncio di scheda bianca alle elezioni politiche e di disdetta di abbonamenti ad emittenti televisive, capricci del tifo che proprio non sopporta più pensieri, parole ed azioni del senatore Lotito. Ci va di mezzo Gattuso che nella sua carriera ha visto la qualunque, titoli mondiali, coppe ed esoneri, essendo un calabro sanguigno schiuma rabbia ma va avanti perché sa che il campo, il famoso rettangolo verde secondo affabulazione paesana, è l’unico il verdetto, le chiacchiere stanno a zero, come i punti in classifica di sette squadre, tra queste la Fiorentina che ha speso tutto il cucuzzaro, il Venezia americano e, come detto, il Torino che è stata fatto fuori anche in coppa Italia dal Monza, evento maligno anche per la Lazio contro il Mantova però presentato come già fine dell’impero, licenziamento in tronco dell’allenatore, campagna acquisti fallimentare, varie ed eventuali. Claudio Lotito si illumina d’immenso con frasi leggendarie, esempio: «A Roma c’è il tiro al piccione e io sono il piccione». Premesso che il simbolo della Lazio è l’aquila, cambiando il volatile, lo invito a spostarsi dalla traiettoria. Vedremo che faranno i No-Lot.

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