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Calcio

Il Milan si ritrova. Amorim si rilancia

Il Diavolo crede nel progetto, monitorando i problemi. Serve riscattarsi in Europa

Se in pochi giorni il mercato ha capovolto la Milano del pallone

Notte di lacrime, di forti emozioni e di calcio superbo. è stata la prima notte da vero grande Milan vissuta da Gerry Cardinale e da Ruben Amorim, i due costruttori discussi e sbertucciati dei mesi passati che credevano ai loro occhi. Le lacrime di Kakà hanno fatto da preludio alla magica serata dell’ultimo 22 Diego Moreira, una sorta di marziano catapultato tra le pedine interiste a sconvolgere un dominio scolpito dalla classifica attuale e dai recenti successi. Due dettagli sfuggiti alle cronache sono in grado di valorizzare l’anteprima della punizione del 3 a 1 di fine primo tempo: Maignan, che dalla sua area, detta il posizionamento della barriera rossonera; Moreira che a mani giunte invoca Modric per avere il permesso di calciare lui, come se sentisse venuto il momento di passare dagli assist al gol da incorniciare. Spesso il derby può diventare il finale di una settimana sbagliata, complicata dalla batosta col Bologna: è stata la conclusione a una preparazione perfetta scandita da rinnovi contrattuali, dal solido appoggio di Cardinale per Amorim e dalla cena promossa venerdì sera con le leggende milaniste e una serie di dirigenti d’alto rango (Galliani, Buonfiglio presidente del Coni, Simonelli presidente della Lega serie A) che hanno apprezzato l’intervento di Cardinale, uscito anche tra i tifosi per rendere visibile il nuovo corso di comunicazione, rompendo il vecchio isolamento americano.

«Dai tifosi è arrivata un’energia incredibile» il riconoscimento di Amorim che tiene conto anche della decisione del club di regalare a tutti i dipendenti la maglia originale di Franco Baresi. E per distinguersi in quel clima d’altri tempi Ruben ha spiegato bene che «ai tifosi bisogna raccontare la veritànon possiamo passare dal funerale di mercoledì sera alla parola scudetto di sabato» l’osservazione che deve far capire come il portoghese abbia le mani sul volante e sia capace di non andare fuori strada dopo una sola prova.

«Sono orgoglioso dei miei calciatori, avevo capito dal primo minuto che potevamo vincere» la confessione certificata poi dalla perfetta esibizione della fase difensiva durante la ripresa, a dimostrazione che forse il cedimento strutturale conosciuto col Bologna ha motivazioni molto semplici (infortuni e sostituti non all’altezza) che troveranno soluzione in occasione del mercato di gennaio.

«Questa è la strada» ha indicato Gerry Cardinale anche lui con i lucciconi per le emozioni provate e dopo aver rotto una regola ferrea che gli è stata insegnata a New York, «mai entrare nello spogliatoio». Non ha resistito. Se non succede.

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