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Calcio

In Champions attenuanti solo per Roma e Como. Toro ko, no derby

Ha meno attenuanti il Napoli, guidata da un allenatore che ha perso (Juventus compresa) 8 delle ultime 10 partite giocate in Champions League

Inter Milan’s Lautaro Martinez during the Uefa Champions League soccer match between Inter and Club Brugge at San Siro Stadium in Milan , Italy - October 13 , 2026. Sport - Soccer (Photo by Spada/LaPresse)

Il dato puntuale è deprimente, 4 sconfitte in 4 partite fanno record e rumore, eppure è il trend a doverci preoccupare, i 16 anni (e già potremmo dire 17 o 18 o chissà quanti) che ci separano dall’ultima vittoria di una squadra italiana in Champions League. Mercoledì, bastava cambiare canale e vedere non solo come ha vinto il Paris Saint-Germain, ma anche come ha perso il Manchester City. Un altro sport.

Eppure ogni anno facciamo finta di crederci, fra obiettivi travestiti da sogni e le chiacchiere di chi deve vendere un prodotto, siano le partite in tv o i biglietti allo stadio. Tutta colpa, anche se è stato un merito enorme, dell’Inter di Simone Inzaghi, che con 2 finali ha fatto credere ai miopi che quello fosse ormai il rango dell’Inter stessa e dell’Italia tutta. E invece, per dire, il Napoli con lo scudetto sul petto, l’anno scorso è uscito nel girone.

Due giorni, 4 batoste e anche zero fortuna: con Svilar in campo, il Real Madrid quei 3 gol in 8 minuti non li avrebbe mai segnati. E invece Gasperini, uno di quelli che ci prova a invertire il trend del nostro calcio, ha perso anche Koné prima e Dybala poi. E così Fabregas, un altro che sta provando a insegnarci che ormai non si difende solo con i difensori, ha perso subito Diao, che avrebbe continuato a mettere in difficoltà il Feyenoord.

Ha meno attenuanti il Napoli, guidata da un allenatore che ha perso (Juventus compresa) 8 delle ultime 10 partite giocate in Champions League. Non ne ha l’Inter, che al peso della sconfitta somma anche l’infortunio muscolare di Lautaro Martinez, perso per 1 mese.

Per questo, perché già avremmo dovuto farlo da tempo, non c’è da fasciarsi la testa se la seconda giornata ci ha respinti, perché magari poi la terza ci restituisce quello che stavolta anche la sorte ci ha tolto.

E se la prossima settimana l’en plein fosse in positivo (ci sta, guardate il calendario), torneremo a parlare di sogni?

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