Inter e Roma vincono partite che sembravano perse e lanciano un primo messaggio al campionato. È presto, prestissimo, ma l’asse dello scudetto potrebbe correre sul binario dell’alta velocità. Chivu ha qualità ed esperienza, Gasperini sembra aver già dato alla Lupa la sua identità. Milan e Juventus restano lì, un gradino o più, sotto. Ma siamo a settembre e le gerarchie si scrivono rigorosamente a matita.
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Paratici, Grosso e i denari freschi di Commisso Jr però a Firenze è cambiato praticamente tutto, tranne la musica. Cento milioni sul mercato, un gol fatto, nove subiti, zero punti e pochissimo gioco. La Fiorentina doveva ripartire, invece non è mai arrivata. Il popolo viola, che sul piede di guerra in realtà non ha mai smesso di starci, ha già ricominciato a contestare.
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Gianni Infantino è presidente della FIFA dal 2016 e ha deciso che dieci anni possono bastare. Per ricandidarsi. Nel 2027 sarà ancora lì, pronto a restarci fino al 2031. Vedete che non soltanto in Italia si discute di poltrone, terzi mandati e poltronari. Basta, verrebbe da dire, largo a qualcun altro. Ma il calcio è politico, Infantino si ricandida e, alla fine, verrà pure rieletto.
