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Calcio

Inter, il “trucco” si rifà in Premier e Chivu ha già ora la rosa più forte

Da Spence a Jones: tanti gli arrivi dal torneo d’Oltremanica. Stesso attacco, più scelte in mezzo e una nuova difesa

Inter, Milan e Juventus si radunano con troppi nodi da sciogliere

Come da tradizione recente, l’Inter campione d’Italia apre il campionato con l’anticipo casalingo di sabato, contro il neopromosso Monza, già bestia nera, poi ampiamente domata. Si fa finalmente sul serio, dopo un’estate di bagordi mondiali e noiose amichevoli, utili solo a fare cassa, non certo preparazione, eppure c’è chi ne spulcia le statistiche e scopre che gli attaccanti della squadra che l’anno scorso ha segnato di più, l’Inter appunto, stanno vivendo un’estate di digiuno assoluto. Quasi ovvio, con Lautaro che ha giocato appena 20 minuti contro il Betis e Thuram nemmeno quelli. Un po’ di più Bonny e invece sempre presente Pio Esposito, 5 partite e zero gol e chi se ne frega se non ha segnato al Karlsruhe, al City, al Milan, alla Juventus e nemmeno al Betis, 5 partite, 4 vittorie e un pareggio nell’estate interista. Pio e Bonny sono i favoriti per le due maglie titolari di sabato, ma con la voglia di Lautaro non si sa mai. E il Monza sembra arrivare a San Siro giusto in tempo per sfamare gli attaccanti nerazzurri.

L’Inter campione d’Italia ha scelto la Premier per rifarsi il trucco e provare a tornare competitiva anche in Europa. E dopo Stones e Spence aumentano le chance che possa arrivare anche Jones, il più ambito da Chivu perché considerato chiave importante per aprire nuovi sbocchi al gioco offensivo dell’Inter. A oggi, l’Inter è più forte di quanto non era a fine maggio. Lo stesso attacco, più scelte in mezzo al campo e una nuova difesa, migliorata. Sono usciti Acerbi e De Vrij e sono entrati Stones e Pavard. A oggi, ché se poi Ausilio riesce a vendere il francese, quelli di Oaktree magari sono contenti, Chivu un po’ di meno. Stones sulla carta è un ottimo rinforzo, ma proprio sulla carta stanno scritte le statistiche delle sue ultime 2 stagioni: 1134 più 1144 minuti giocati in 2 anni, tutti gli altri saltati per problemi fisici. Cosce, polpacci, adduttori, non si è fatto mancare nulla. Il giocatore non si discute, anche per la sua capacità di sdoppiarsi in mezzo al campo, ma è un’enorme punto interrogativo la sua affidabilità fisica, ragione principale per cui il City non gli ha rinnovato il contratto. C’è il Mondiale a confortare l’Inter, 7 presenze, 5 volte titolare, finalina saltata per scelta.

Il Mondiale ha lanciato in orbita anche Spence, passato al Genoa appena 2 anni fa, senza lasciare tracce evidenti. Nel Tottenham, De Zerbi lo ha liberato preferendogli Pedro Porro e Udogie, ha 26 anni e il futuro davanti a sé. Per lui, sostituire Dumfries non sarà semplice, ma non è colpa dell’Inter se Palestra ha scelto il Chelsea.

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