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Calcio

Inter, più che il Ringhio è l’Europa

In vetta con la Lazio di Gattuso, ma Chivu & C. domani devono battere il Bruges per avvicinare la top

Inter Milan’s head coach Cristian Chivu during the Serie A Enilive soccer match between AS Roma and Inter at the Rome's Olympic stadium, Italy - September 19, 2026. Sport - Soccer. (Photo by Fabrizio Corradetti / LaPresse)

L’Inter è in testa al campionato da 10 mesi. Ha vinto lo scudetto in primavera e in autunno è di nuovo davanti. Tutti gli altri, dietro. Chi in scia e chi disperso. Solo Gattuso regge sorprendentemente ma con merito il ritmo di Chivu. Ma l’Inter non ha tempo di godersi una classifica che già le sorride perché è di nuovo l’ora della Champions, dove di classifica ce n’è un’altra che, se ancora non piange, di certo reclama attenzione. Una partita, una sconfitta, anche se a casa Real capiterà anche agli altri. Domani c’è il Bruges a San Siro: se l’Inter vuole chiudere fra le prime 8, per dribblare i playoff, servono 16 punti e, calendario alla mano, sono ampiamente alla portata dei campioni d’Italia. Però, hai visto mai, meglio non perdere tempo e riportarsi in media da G8.

Alla Champions, Chivu ha cominciato a pensare già sabato. È partito con Lautaro in panchina e poi ha sostituito Thuram ed Esposito nello stesso momento, quasi a nascondere quella che è l’idea per l’attacco di domani. Se uno dei due fosse rimasto in campo fino alla fine, sarebbe stato il candidato ovvio alla panchina col Bruges. Così resta il dubbio: meglio la freschezza e la potenza di Esposito o l’esperienza e la velocità di Thuram? Non è certo un problema per Lautaro, che in questi anni ha dimostrato di fare coppia con chiunque, anzi esaltando le qualità altrui prima ancora delle proprie.

Nessuno finora ha segnato come l’Inter: 3 gol a partita in campionato, 18 in totale, con 10 marcatori diversi. L’impressione è che tiri aria di ThuLa, anche se il mistero resterà alto fino a domani sera, come piace a Chivu. Esposito è diventato il centravanti dell’Italia, Thuram è stato escluso dal primo giro di convocati di Zidane, ma nell’Inter il sorpasso non è ancora avvenuto.

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