Da Torino. Per curare il proprio mal di gol (9 reti segnate in 6 partite: l’Inter ne ha realizzate il doppio), la Juventus potrebbe avere capito che servono gli attaccanti: nel senso di due insieme. Così, nel finale della partita di Cagliari, Spalletti ha affiancato Woltemade a Kolo Muani: forse non a caso il francese ha realizzato il primo gol del suo campionato sfruttando, nella circostanza, la presenza del tedescone in mezzo all’area. Adesso Spalletti dovrà decidere il da farsi: dare continuità all’esperimento del doppio centravanti – proponendo una squadra arrembante con sugli esterni giocatori dalle caratteristiche comunque offensive come Alajbegovic, Conceicao e Zhegrova – oppure tornare al ‘solito’ 4-2-3-1 con Kolo Muani unico riferimento offensivo? Peraltro, non è nemmeno che Woltemade abbia finora dimostrato di poter essere il tipo di giocatore che serve alla Signora: vero che è alto e grosso, vero anche che le sue caratteristiche lo portano ad agire più agli estremi dell’area di rigore che dentro. Comunque sia, facendo magari anche un po’ violenza alle proprie qualità, gli va dato atto di avere provato a rendersi utile: non sarà mai un centravanti di sfondamento, ma non è mica colpa sua se la Juve è andato a pescarlo in Inghilterra.
In pratica, sul banco degli imputati ci finisce sempre il mercato: dove si sono spesi tanti soldi, probabilmente non nel modo migliore se poi alla fine ci si rende conto che “Kolo Muani ama partire largo e svariare” (Spalletti dixit) e che Woltemade fa in pratica altrettanto. All’orizzonte la soluzione potrebbe allora essere rappresentata dal prossimo rientro in gruppo di Jeff Ekhator, italianissimo attaccante dell’Under 21 prelevato in estate dal Genoa ma finora mai utilizzato perché infortunato: certo non potrà essere lui il salvatore della patria bianconera, ma un a mano magari potrà darla. Così come si aspetta il rientro di Yildiz, non prima però di dicembre: l’equivoco a quel punto si ripresenterà comunque, perché anche il turco ama partire largo a sinistra dove l’affollamento non manca stante la presenza di Alajbegovic, McKennie e, volendo, dello stesso Kolo Muani.
