torino La prima stagionale allo Stadium, stasera contro il Parma. Ma con il rischio che la testa sia altrove: un po’ perché il mercato è ancora aperto e la Juventus vorrebbe rinforzarsi con un attaccante di peso (Sorloth, Mateta o, buon ultimo, il tedesco Woltemade in uscita dal Newcastle), un po’ perché nel frattempo si è infortunato Yildiz (out per due-tre mesi) e un po’ perché ieri c’è stato il sorteggio di Europa League: purgatorio europeo che, in caso di vittoria finale, porterebbe però in dote 40 milioni (più gli incassi) e garantirebbe la certezza della qualificazione alla Champions. Ecco: in mezzo a tutte queste distrazioni, la squadra di Spalletti stasera ospiterà il Parma, avendo all’esordio vinto a Frosinone dominando il primo tempo ma imponendosi infine di misura, quasi a conferma dei vecchi difetti. E sul banco degli imputati ci è finito Kolo Muani, impreciso sotto porta e punzecchiato dal suo allenatore: «Mi ero fatto anche il foglio di tutte le belle cose che avevo detto su di lui, ma a voi è piaciuta solo quella dove lo rimproveravo così ieri Spalletti -. Noi abbiamo fatto un investimento importantissimo e vogliamo metterlo nelle condizioni di restituirci tutta quella fiducia: in mezzo a mille complimenti, ho detto solo che deve fare attenzione al fatto che negli ultimi anni non ha giocato moltissimo e può darsi che si sia perso qualcosa».
Se però quel «qualcosa» diventano un paio di gol clamorosi, è inevitabile che i dubbi si manifestino: oggi, l’occasione del riscatto e poi chissà. Con Boga (più di Alajbegovic) come vice Yildiz e magari l’esordio di Lucumì in difesa. Per l’Europa League ci sarà tempo, ma l’idea è prenderla sul serio «perché siamo la Juventus e perché rappresenteremo anche il calcio italiano. A vedere le avversarie possiamo anche essere fiduciosi: le partite però vanno giocate». Al bando la malinconia, quindi.
