Un tempo in controllo completo, uno di grande sofferenza e poi di crollo finale. A Manchester arriva un’altra rimonta subita in Europa, segno che l’esperienza di questa Roma a livello internazionale pesa rispetto a squadre di grande blasone. Non ha insegnato nulla la beffarda notte dell’Olimpico contro il Real di Mourinho: la Roma aggressiva e spietata dei primi 45 minuti diventa timorosa e rinunciataria nei secondi fino al disastro negli ultimi minuti. Esattamente come accaduto con i Blancos, la truppa di Gasp si è spenta all’improvviso e ha pagato errori fatali (ieri quello di Balerdi, autore fin lì di una gara sontuosa). La Roma stava per spezzare l’incantesimo che nella storia l’aveva vista sempre soccombere a Old Trafford. E oggi che i Red Devils sono in difficoltà, il rimpianto è di aver buttato al vento un’altra grande occasione. I giallorossi affrontavano con alcune assenze importanti e addirittura con il terzo portiere, il colombiano Vasquez - una sola gara giocata negli ultimi 18 mesi -, in campo causa mal di schiena di Gollini. Ma dopo l’inizio al fulmicotone e due gol in 18 minuti, la Roma si è pian piano rintanata nella propria metà campo. Pressione e assalti continui alla porta di Vasquez, che respinge un rigore (generoso) a Bruno Fernandes ma poi ribattuto in maniera vincente dal portoghese per l’ingresso anticipato in area di Cristante. Sfortunato Mbeumo che colpisce un doppio palo con lo stesso tiro, chirurgico Cunha con una doppietta - prima del rosso conclusivo - che stende la Roma.

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