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Calcio

L’Europa rimanda l’Inter ma i numeri già la bocciano

Sesta sconfitta in 7 sfide continentali. Il bel gioco è stato anche conseguenza dell’approccio di Mourinho con le rivali. Male i nuovi del mercato, bene Pep Martinez: ha reagito nonostante la papera

Criticato Josep Martinenz l'altro ieri al Bernabeu. Sua la papera del raddoppio madridista. Qui mentre difende la porta da Denzel Dumfries

milano L’Europa rimanda l’Inter, anche se i numeri la bocciano: dall’Atletico Madrid (26 novembre 25) al Real (8 settembre), passando per Liverpool, Arsenal e al doppio Bodo, per Chivu sono 6 sconfitte in 7 partite, con l’unica eccezione dell’inutile vittoria a Dortmund. La rimanda e non la boccia perché il girone è ancora lungo e l’Inter ha tutto il tempo per centrare un posto nel G8, che è il suo obiettivo dichiarato: 5 vittorie e un pari fra Bruges, Shakhtar, Feyenoord, Stoccarda, Dortmund, Liverpool e Slovan non sembrano impossibili da centrare per chi ha messo in difficoltà il Madrid nel suo tempio.

È stata vera gloria? Lo dirà il resto della stagione europea. Di sicuro, partite così Mourinho ne vincerà tante. Resta un maestro nel fare giocare gli altri, soprattutto quando ha fenomeni come quelli di quest’anno. L’Inter voleva fare la partita e l’ha fatta, i 7 assenti e la tattica del Real l’hanno aiutata a fare bella figura, ma alla fine ha perso perché gli errori hanno pesato più dei meriti.

E peraltro, ai rimpianti per i 2 gol regalati dall’Inter, Mourinho può opporre lo spreco della sua squadra nel secondo tempo, la leziosità davanti a un ottimo Pep Martinez, che non avremmo visto in una sfida a eliminazione diretta.

Sì, ottimo. Nessun refuso. Ha fatto un errore incredibile, assurdo, ma non è da quello che si giudica un portiere: al Bernabeu, l’altro Martinez ha fatto la miglior partita dacché è all’Inter, fra i pali e nelle uscite, reattivo e decisivo, nonostante giocasse col macigno di quell’errore nella testa.

«Non c’è nessun percorso che non venga accompagnato da cadute e da errori, tanto nel calcio quanto nella vita. Riprendersi in un momento di difficoltà, costruisce una personalità forte che serve per difendere questi colori», ha scritto lo spagnolo sui suoi social. Per lui anche la difesa forte di Chivu. Provedel è una risorsa, ma per ora l’Inter va avanti con Martinez.

Piuttosto, il tecnico nerazzurro non ha praticamente ancora avuto nulla dai 3 inglesi, manifesto del mercato estivo. Spence si allena sempre a parte, Stones gioca un po’ al posto di Akanji & C., mentre Jones, a Madrid per la prima volta titolare, sembra lontano dal poter cambiare il volto offensivo della squadra, come pensava Chivu. In questo senso, la nota positiva, anche in Champions, è stato Andy Diouf, abile nell’uno contro uno di fronte a Cucurella.

Non proprio l’erede di Dumfries, ma qualcosa di diverso e forse persino di più utile.

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