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L'Inter dice addio a Nazzareno Canuti, difensore dello scudetto 1980

Difensore, molto abile nei colpi di testa, coi nerazzurri vinse lo scudetto del 1980 (quello tutto italiano) e due Coppe Italia. Sfiorò la Nazionale. Si è spento a 70 anni

Wikipedia
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Correva l'anno 1980 e l'Inter, tutta italiana, vinceva lo scudetto. Questa la formazione titolare, che potranno ricordare solo i tifosi nerazzurri nati dai primi anni Settanta e indietro: Bordon, Canuti, Oriali, Pasinato, Mozzini, Bini, Caso, Marini, Altobelli, Beccalossi, Muraro. Allenatore Eugenio Bersellini, il mitico "sergente di ferro". Uno dei protagonisti di quella splendida cavalcata, che fruttò ai nerazzurri il dodicesimo scudetto, se n'è andato oggi. Stiamo parlando di Nazzareno Canuti, 70 anni.

Cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, nell'undici di Bersellini si destreggiò assai bene sia come terzino che come stopper. Oltre al campionato vinse anche due Coppe Italia, nel 1977-78 e nel 1981-82. Marcatore arcigno, esordì in nerazzurro nel 1975 disputando, in tutto, 183 partite con un solo gol segnato.

Dopo gli anni gloriosi all'Inter nel 1982 inaspettatamente passò ai cugini rossoneri. In sede lo avevano rassicurato ("tranquillo, resterai con noi") e così partì per una tournée in Sudamerica, in Cile per l'esattezza. Durante il ritiro, però, ricevette la telefonata di un giornalista che gli anticipò la notizia: stai per essere ceduto al Milan. Con lui cambiarono sponda del Naviglio anche Giancarlo Pasinato e Aldo Serena. All'Inter, invece, andò Fulvio Collovati. Canuti all'inizio ci rimase male ("non si poteva rifiutare, allora funzionava così"), poi però si tirò su le maniche e aiutò i rossoneri a tornare in A: "Abbiamo vinto, c'erano ragazzi splendidi e Ilario Castagner, gran persona, allenatore sensibile e delicato".

In seguito giocò due anni al Genoa, tre al Catania e chiuse la carriera alla Solbiatese, chiudendo con il calcio nell'estate 1989. Proprio l'anno dello scudetto dell'Inter numero 13, quello dei record, con Giovanni Trapattoni in panchina.

Gli rimase sempre il rammarico di non essere mai entrato nel giro della Nazionale, pur avendo indossato la maglia azzurra con l’Under 21 e la Nazionale B. Con una punta di orgoglio, però, potè raccontare di essere finito tra i 40 pre selezionati per i Mondiali di Argentina 1978 e Spagna 1982.

Appese le scarpette al chiodo andò a lavorare alla Sony, di cui divenne poi dirigente. Ma ha sempre continuato, fino alla fine, a interessarsi delle questioni legate all'Inter, incontrando i tifosi nei vari Inter Club e condividendo, con loro, una passione mai scemata. In una recente intervista alla Gazzetta dello Sport sintetizzò così il suo grande amore: “L’Inter è l’Inter, si ama. Ho cominciato come raccattapalle, a 14 anni. Ho visto Boninsegna segnare in rovesciata al Foggia, 5-0 e scudetto".

Il ricordo commosso dell'Inter

"Ci ha lasciato Nazzareno Canuti. Prodotto del Settore Giovanile, in nerazzurro 183 presenze e 7 stagioni.

Con l’Inter ha vinto due Coppe Italia e il campionato del 1979-80 onorando sempre la maglia con orgoglio, dedizione e spirito di sacrificio. FC Internazionale Milano e tutto il popolo nerazzurro si stringono attorno ai suoi familiari".

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