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Calcio

L’Inter si butta, il Real ringrazia e Mou gongola

Nerazzurri ingenui e un super Courtois. I Blancos non perdonano e Carlos Augusto non basta. Oggi Napoli-Arsenal

epaselect epa13223494 Real Madrid's Fede Valverde (L) celebrates with teammate Kylian Mbappe after scoring the 2-0 goal during the UEFA Champions League soccer match between Real Madrid and Inter Milan in Madrid, Spain, 08 September 2026. EPA/JUANJO MARTIN

Semplificando, basterebbe dire che l’Inter fa la partita e il Real la vince (2-1). Ma sarebbe una lettura appunto troppo semplice, anzi errata perché quello che per tutto il primo tempo è un apparente dominio, per il possesso palla, la facilità di gioco, l’occupazione degli spazi e le occasioni da gol, altro non è che la conseguenza di come Mourinho sceglie di affrontare l’avversario, aspettandolo, dandogli le chiavi della sfida, lasciandogli il palleggio, convinto prima o poi di vincerla lo stesso. Un canovaccio già visto cento volte, che con fenomeni come quelli del Real basterà spesso per avere la meglio sul gioco altrui.

Ché se poi gli altri, stavolta l’Inter, si fanno praticamente due gol da soli in mezzo tempo, allora non ci può essere storia. Eppure, c’è stata. Fino all’ultimo secondo. Perché la ripresa è un altro film, con l’Inter che perde un po’ le distanze nella caccia alla rimonta e lascia mille spazi alle frecce del Real. E qui c’è il festival dello scialo che fa infuriare il Bernabeu (fischi a ogni gol sbagliato) e consente a Carlos Augusto (servito da Lautaro e in anticipo sull’ex Dumfries) di riaprire la partita, regalando l’ultimo quarto d’ora di speranza alla sua squadra.

A Chivu i rimpianti, a Mourinho i primi 3 punti della nuova Champions. Per l’Inter è la quinta sconfitta nelle ultime 6 partite nel torneo, trend che sarà certo invertito nel resto del girone, fin dalla prossima volta, in casa contro il Bruges (13 ottobre).

Portieri protagonisti. Courtois bravo sempre, Pep Martinez solo per impedire almeno 4 volte (con la complicità altrui), che il risultato dilaghi e diventi un macigno. Suo però l’errore da matita blu per il secondo gol (dribbling fallito su Valverde). Di Jones più che di Bisseck quello per l’iniziale vantaggio di Mbappé. L’inglese ex Liverpool crescerà, forse. Per ora gioca e viene fatto in modo banale, da mezzala alla Mkhitaryan, che però correva molto di più (ed era costato molto meno). Fuori Pavard all’intervallo, per Stones, senza colpe apparenti. Saprà Chivu perché. Inter stanca al giro di boa della ripresa: Sucic, Bonny e Zielinski entrano in campo con le bombole di ossigeno.

Cambia nulla in prospettiva qualificazione, il girone è lungo e alla fine anche una sconfitta come questa potrà rivelarsi utile all’autostima, perché è chiaro che Chivu si terrà strette e anzi metterà in vetrina le tante belle cose riuscite in questa arena difficile e prestigiosa, visto che quelle brutte sono più facilmente rimediabili di quanto non sarebbe stata una sconfitta senza gioco. A patto che quelli che oggi sono rimpianti, la prossima volta tornino medaglie.

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