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rosso diretto

L’Italia riscopre gli arbitri

Tempo effettivo in aumento esponenziale, trenta gol segnati in più nelle prime quattro giornate (121 contro 91 del 25/26) e un numero di sceneggiate largamente ridotto

Gervasoni indagato per una partita di serie B. Anche altri due arbitri sotto inchiesta
Foto d'archivio

All’improvviso il Var, i rigori e i falli di mano. La quarta giornata di Serie A ci ha restituito l’emozione di un tiro dal dischetto - addirittura due - e la discussione sulle posture nei falli di mano.

A Genova il richiamo per Rapuano è stato veloce e perfetto, tiro da lontano verso la porta e penalty chiaro. Primo rigore dell’anno, un’emozione quasi dimenticata. A Bergamo invece, la sconfitta della Dea è stata decisa da un rigore abbastanza discutibile. Kolasinac viene colpito da distanza ravvicinatissima mentre è di spalle. Molto meno netto di quello non concesso al Milan per chiaro mani di Vlasic alla prima giornata di campionato. Al netto di questo saltuario ritorno al passato, queste prime quattro giornate certificano un operato fantastico del nuovo corso di Orsato. Gli arbitri decidono di più, crescono di più, il Var è utilizzato con parsimonia e la gestione dei falli e delle perdite di tempo si può, senza timore di smentita, definire eccezionale.

Tempo effettivo in aumento esponenziale, trenta gol segnati in più nelle prime quattro giornate (121 contro 91 del 25/26) e un numero di sceneggiate largamente ridotto. Si gioca a calcio, come fossero mercoledì di coppa o addirittura Premier League. A proposito degli inglesi: il Manchestr City ha vinto in 10 contro 11, causa espulsione severa di Foden dopo 20 minuti, un derby eroico ad Old Trafford contro lo United con un gol di Haaland che sarebbe stato da annullare per interferenza e quindi fuorigioco. Ad ammetterlo è stata la Pro Ref (aggiungendo di aver contattato i Red Devils per riconoscere quello che considera un errore di valutazione) equivalente della nostra Aia. Immaginate lo scenario in Italia, big match deciso da un gol irregolare?

Ci sarebbero interrogazioni parlamentari, polemiche a non finire, teorie complottisitche e una serie di giustificazioni infinite. Invece no, si sbaglia, si ammette e si va avanti. Gente seria. Applausi.

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