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Calcio

Luci nuove a San Siro: svelato il nuovo Generali Stadium

Presentato al Castello Sforzesco, si chiamerà Generali Stadium, avrà 71.500 posti e curve inclinate come il muro di Dortmund

Una immagine del nuovo stadio di Milano che si chiamer� 'Generali Stadium', diffusa il 29 ottobre 2026. ANSA/ UFFICIO STAMPA ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++

La facciata esterna, una struttura a X in cemento prefabbricato, richiama le guglie e la pietra del Duomo ma ci sono omaggi alla Galleria, alla Torre Velasca. «Un impianto inarcato verso il passato e inclinato verso il futuro, sarà un’icona» è la formula che usa sir Norman Foster per presentare l’atteso progetto del nuovo stadio di Milan e Inter senza offendere i cento anni di storia dello storico Meazza e la sensibilità dei tifosi (gli ultras Inter hanno fatto un blitz di protesta ieri al Castello Sforzesco). L’archistar che a 91 anni firma in coppia con David Manica il San Siro bis (a 20 anni dal nuovo Wembley Stadium) confessa che la prima domanda è stata: «Come fai a costruire su una leggenda? Ma l’essenza dello stadio sono i suoi tifosi». E quindi, ecco il futuro «Generali Stadium» (c’è già il naming) da 71.500 posti, 11mila premium. Copertura a doppia curvatura che lascia solo il campo a cielo aperto, luci a led esterne, neutre o nerazzurre/rossonere e con i campioni proiettati su maxischermi nei giorni di match, due anelli anzichè tre, 27mila mq di tetto fotovoltaico. Manica spiega la filosofia: «Tifosi più vicini che mai all’erba e massimizzare l’esperienza». I numeri: 60 metri per le curve, 70 metri dal campo, 270 da curva a curva, 244 da tribuna a tribuna, altezza massima 60 metri con inclinazione a 37 gradi per le curve come il muro giallo di Dortmund, «per creare intimità, esperienza e il rumore che è un elemento chiave per le squadre». Un catino sopraelevato su un podio, ingressi a forma di diamante e alla base ristoranti, bar, merchandising, museo, parcheggio interrato. I piani superiori sono pensati come portici con vista della città.

Uno stadio vivo 365 giorni all’anno. «Ottima visuale a tutti i livelli e poltrone più spaziose, maggiore accessibilità» ad ogni settore. «Sarà al top rispetto agli altri stadi del mondo» scommette Manica. Ampia scelta di posti. E lo stadio si immerge nel progetto più ampio di rigenerazione urbana che si estende su 281mila metri quadrati. Sopravviverà il 9% del Meazza, sorgeranno negozi, hotel, mall, 80mila mq di verde. «Una nuova destinazione aperta tutto l’anno». L’investimento da 2,4 miliardi di Oaktree e Redbird punta a «rafforzare la competitività dei club». Calcio ma (ancora) concerti e rugby, football americano. «Opening Campionato 2031/32» e c’è da correre, anche perchè Milano si candida a Euro 2032 con il nuovo impianto. Cantieri dal 2028. Ieri red carpet per sindaco, stakeholder squadre al completo e vecchie glorie, il commissario Figc Giovanni Malagò, il presidente del Senato Ignazio La Russa, padroni di casa il presidente del Milan Paolo Scaroni e dell’Inter Beppe Marotta.

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