Alla faccia di chi gli dava del bollito e lo considerava sul viale del tramonto. Roberto Mancini nelle scorse ore si è preso una bella e doppia rivincita nei confronti di critici e detrattori, dimostrando di essere ancora pienamente in grado di fare ciò che gli è sempre riuscito meglio: vincere e conquistare trofei. Detto, fatto. Senza neanche scendere in campo lunedì pomeriggio è, infatti, arrivata l'aritmetica vittoria del campionato qatariota per il suo Al Sadd. Per carità: non staremo parlando della Premier vinta all'ultimo respiro nel 2012 alla guida del Man City, ma resta comunque un successo. Neanche il tempo di concedersi un brindisi che il Mancio e i suoi ragazzi sono subito scesi in campo a Riyad per il ritorno degli ottavi della Champions asiatica contro la grande favorita del torneo. Quell'Al Hilal allenato dal connazionale Simone Inzaghi. Mancini, però, non ha avuto nessuna pietà dei più giovane collega, incartandolo ed eliminandolo ai calci di rigore. Un successo ha fatto impazzire tutti in Qatar, rilanciando le quotazioni dell'allenatore jesino pure in Italia. Non è un mistero, infatti, che Mancini sogni di tornare sulla panchina della Nazionale.
Al momento però viene dietro Conte e Allegri. Occhio a Inzaghi, che in caso di mancata vittoria della Saudi Pro League (attualmente è secondo a -5 dall'Al Nassr di dopo aver avuto 7 punti di vantaggio) rischia l'esonero.