Per ora li ha spiazzati tutti. Il soggetto sottinteso, in questo caso, è Gerry Cardinale. Ha cominciato con la gestione del repulisti successivo alla perdita secca della Champions: ha cercato sostituti in Germania, ha ricevuto un no secco e a quel punto ha deciso di far avanzare le seconde linee. Come farà a gestire il calcio-mercato? si chiedevano gli scettici. E lui sicuro: «Ho deciso di provvedere da solo. Ho sbagliato a delegare in passato, ora lavorerò in prima persona». Fu accompagnato dalla solita scia di obiezioni dei sopracciò. E invece al pronti via della rassegna si è presentato con un paio di acquisti considerati da tempo fondamentali, un centravanti, Gonçalo Ramos, e Gila, il difensore, entrambi già finiti sul taccuino di Tare e Allegri nei mesi di aprile-maggio, segno - ma guai a segnalarlo a lor signori - che è stato utilizzato il lavoro di ricerca lasciato in eredità dal precedente management. Strategia logica visto che in prima linea sono avanzati i collaboratori diretti di Tare, Moncada e Allegri. A quel punto allora è partita un’altra crociata: ha pagato troppo il portoghese, lascia fare tutto a Jorge Mendes, potente agente portoghese. E poi si scopre che la trattativa per Ramos è stata conclusa personalmente dallo stesso Cardinale, a Parigi, in un incontro riservato con il presidente del Psg.
Insoddisfatti si sono dedicati al mercato carente in uscita. Commento scontato: sono fermi, non c’è un ds, non hanno uno che conosca il settore, e così non possono più fare operazioni in entrata. E invece cosa è successo? È successo che, seguendo il piano stabilito, al rientro dal viaggio in Asia, Cardinale si è ripresentato a Milanello (hanno visto più lui che il giardiniere!), ha fatto il punto con Amorim, definito il piano tecnico, e partito per un’altra missione. Che è stata annunciata nelle ultime ore spiazzando ancora una volta gli specialisti del calcio-mercato: l’acquisto di Diego Moreira, pagato anche qui, secondo taluni, uno sproposito, si va dai 45 ai 70 milioni addirittura. L’esperienza insegna che i contratti vanno valutati alla fine come dimostrano le plusvalenze di 24 milioni guadagnate con i recenti successivi trasferimenti di Tonali e Reijnders. Il vero quesito di fondo resta allora un altro e non riguarda Gerry Cardinale che continua a spiazzare i suoi critici: quanto tempo impiegherà Amorim per riuscire a realizzare il suo calcio? Sarà completata la rosa? E ancora gli esuberi (Tomori, Fofana, Gimenez, Ricci e il nodo pieno di spine di Leao) troveranno sistemazione? La morale è una sola: il 1 settembre saremo in grado di giudicare il lavoro di Cardinale, per quello di Amorim il tempo scadrà a cominciare da domenica sera a Torino.
