Nuove regole, più gioco, tutti più contenti. Le modifiche introdotte dall’IFAB (International Football Association Board), che definisce le regole del calcio, hanno già lasciato il segno in Serie A. L’obiettivo è chiaro: ridurre le perdite di tempo, migliorare la gestione degli infortuni e rendere più fluido lo svolgimento delle partite. Una delle novità più curiose riguarda il rinvio dal fondo. Il portiere ha cinque secondi per eseguirlo: trascorso questo tempo, l’arbitro può assegnare un calcio d’angolo agli avversari. In Frosinone-Juventus si è visto il primo caso nella storia della Serie A. Al 32′, Palmisani ha temporeggiato prima del rinvio e Ayroldi ha fatto partire il countdown, assegnando il corner ai bianconeri.
Nella stessa partita è entrata in scena anche la regola sui cambi. Il giocatore sostituito deve lasciare il terreno di gioco entro dieci secondi dalla comparsa del numero sul tabellone o dal segnale dell’arbitro. Se impiega più tempo, deve comunque uscire, ma il compagno non può entrare immediatamente: deve attendere un minuto di gioco, alla prima interruzione successiva. Una misura pensata per evitare che le sostituzioni diventino un’altra occasione per rallentare la partita. Ma l’episodio più curioso è arrivato a Bologna-Lazio e ha avuto come protagonista Cambiaghi. Dopo un contatto con Dele-Bashiru, l’attaccante rossoblù è rimasto a terra e ha accentuato l’entità del colpo toccandosi il volto. Maresca ha fermato il gioco e, applicando la nuova norma, ha spiegato a Cambiaghi che avrebbe dovuto lasciare il campo: chi riceve cure o provoca l’interruzione per un infortunio deve infatti restare fuori almeno un minuto dopo la ripresa del gioco. Il giocatore felsineo avrebbe voluto rientrare subito, ma ha accettato la decisione arbitrale, comportandosi in maniera esemplare.
Ma il dato più importante riguarda il tempo effettivamente giocato. Nella prima giornata di Serie A 2025-26 il pallone è rimasto in gioco mediamente per 61′50′', contro i circa 52′30′' della prima giornata della stagione precedente: quasi dieci minuti in più. In termini percentuali, si è passati dal 54,7% a circa il 64% del tempo totale, interruzioni comprese. Non è ancora una rivoluzione, ma il segnale è evidente: se le nuove norme riusciranno a mantenere questa tendenza, la Serie A potrebbe avere partite più continue, meno tempi morti e, soprattutto, più calcio da giocare. Alla fine, l’obiettivo è proprio questo: meno attese, più pallone in campo.
