Si parte col botto: l’Inter contro Mourinho, nello stadio che nel 2010 fu teatro dell’ultima Champions italiana. È uno degli spot del primo turno, godiamocelo. Rischia più il maestro Mourinho dell’allievo Chivu. «Ci sono giovani che mancano l’occasione: lui è stato bravo a sfruttarla e a vincere subito», chiosa il portoghese, negando problemi con Chivu, con cui un anno fa non era certo stato generoso («sono sorpreso quando un grande club chiama un allenatore senza storia»). Enfatico Chivu, come l’evento suggerisce. «Abbiamo l’obbligo di scrivere altre pagine di storia per questa società. Mourinho per me è stato importante, ma non ho copiato lui né nessun altro. Ho la mi idea di calcio, costruita negli anni da calciatore e nel settore giovanile».
Rischia di più Mourinho perché il Real gioca in casa e perché ha appena perso in Liga, quindi guai a ripetersi in Europa, mentre l’Inter è a punteggio pieno in campionato e l’arena della sfida sarebbe già da sola spiegazione a qualsiasi risultato, Peraltro, nessuna delle altre 7 partite partorite dall’algoritmo Uefa per il girone nerazzurro sembra tosta quanto questa, perciò i 16 punti che valgono un posto nel G8, resterebbero possibili anche in caso di sconfitta. Scansare gli spareggi è l’obiettivo di entrambe le squadre, anche se poi c’è il PSG (15° e 11°nelle prime 2 edizioni della maxi Champions) a dirci che la coppa si può vincere anche passando dai play-off.
Inter senza i binari degli ultimi scudetti: Dimarco è rimasto a Milano per l’infortunio al ginocchio, Dumfries adesso gioca a Madrid, che l’ha avuto per i due soldi della clausola (20 milioni). Torna la ThuLa e l’attenzione diretta è anche alla sfida nella sfida Mbappé contro Lautaro. «La Champions è un obiettivo e non un’ossessione», dice il Toro. Nell’Inter c’è ovviamente Calhanoglu dall’inizio, mentre sarà Carlos Augusto a sostituire Dimarco, come già nel finale contro il Napoli. Un posto potrebbe averlo anche Jones, terzo a godere fra i soliti litiganti Sucic e Zielinski, mentre resta il grande dubbio della difesa: dentro Stones o ancora avanti con Akanji, il nerazzurro più stonato nel coro di inizio stagione? «Chi ha fatto il calendario delle partite magari era italiano», scherza ma non troppo Mourinho, parlando dei suoi 3 squalificati (Guler, Camavinga e Bernardo Silva) e poi elogia l’Inter, «che ha cambiato 3 allenatori, ma ha stabilità e continuità, una base che a Madrid dobbiamo ancora formare. Anzi, mi stupisco come l’Inter in 6 anni non abbia ancora vinto una Champions», dice confermandosi ancora una volta imbattibile a parole. Stasera vedremo cosa accadrà in campo.
