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Calcio

Riparte la Champions, occhio italiane: favorite, outsider e possibili delusioni

Barca, Arsenal e Psg in pole position. La mappa delle contendenti, tra trappole e opportunità per Inter, Napoli, Roma e Como

Il Psg fa il bis: la festa per la Champions League 1

Il Psg che insegue un tris riuscito soltanto al Real Madrid. L’Arsenal di Arteta che proverà a sollevare la coppa dopo la delusione di qualche mese fa. Ed un Barcellona sospinto da un mercato fotonico. La Champions League che ricomincia impone di provare a mettere su carta una potenziale griglia di partenza. Che ad oggi vede le italiane - Inter, Napoli, Roma e Como - in posizioni piuttosto defilate rispetto a chi, più realisticamente, può cullare sogni di gloria. Proviamo dunque a tracciare la geografia del potere continentale, dividendo il campo in tre categorie: le favorite conclamate, le possibili sorprese e chi, invece, rischia di tradire le attese.

Le favorite: il club dei cinque grandi

In cima ad ogni pronostico - al netto di un inizio di campionato sorprendentemente negativo - siede ancora il Paris Saint-Germain, reduce dal trionfo ai rigori contro l’Arsenal che gli è valso il secondo titolo europeo consecutivo. Il club della capitale francese non è più soltanto una collezione di fuoriclasse assemblata a suon di milioni, ma un organismo tattico maturo, con continuità di gioco e di uomini: il vero salto di qualità rispetto al passato. Il punto debole potrebbe essere soltanto la pressione psicologica di chi deve confermarsi, la trappola più insidiosa per ogni squadra dominante.

Alle sue spalle, mai come quest’anno, si affolla un gruppo compatto di pretendenti. Il Real Madrid ha scelto la via della nostalgia e dell’ambizione insieme, richiamando José Mourinho in panchina dopo un mercato faraonico costruito attorno a un attacco stellare guidato ancora da Kylian Mbappé. La tradizione dei Blancos in Europa resta un argomento che nessun avversario può permettersi di ignorare, ma l’incognita è tutta tattica: quanto tempo servirà allo Special One per amalgamare una rosa così stellare? Il Real affronterà nel girone sia l’Inter che la Roma, doppio banco di prova complicatissimo per le italiane.

Il Barcellona arriva da campione di Spagna in carica, forte del talento cristallino di Lamine Yamal e di un mix ormai collaudato tra baby fenomeni e senatori. L’innesto a centrocampo di Rodri, arrivato dal Manchester City, aggiunge equilibrio ad una squadra che negli ultimi anni ha spesso peccato di fragilità difensiva. I blaugrana pescheranno il Como tra le proprie avversarie, una sfida che dalle parti del Camp Nou, cortile di casa per anni di Cesc Fabregas, sanno di non poter sottovalutare.

Il Bayern Monaco resta una macchina da guerra per solidità di rosa, mentalità vincente e capacità di rigenerarsi anche senza rivoluzioni plateali: la sua forza è proprio l’assenza di eccessi, la continuità di un progetto che raramente delude nella fase a gironi, salvo poi inciampare nei momenti decisivi. Chiude il quintetto delle grandi l’Arsenal, finalista dell’ultima edizione, che ha mantenuto l’ossatura di una squadra ormai abituata a stare ai vertici sommandole campioni come Konsa, Bruno Guimaraes e Tzolis, e che quest’anno affronterà, tra le altre, il Napoli: una sfida che a Fuorigrotta si annuncia già cerchiata in rosso.

Le outsider: chi può sorprendere

Tra le possibili rivelazioni andrebbe inserito il Liverpool di Andoni Iraola, che pur non godendo dei favori del pronostico dispone di una rosa profonda e di un’identità di gioco riconoscibile; i Reds pescano nella prima fase l’Inter, per un incrocio che promette scintille. Proprio i nerazzurri si candidano ad essere un’altra outsider di lusso: la solidità difensiva, l’esperienza internazionale di un gruppo che ha già vissuto notti europee di altissimo livello e gli innesti di quest’anno ne fanno una squadra capace di battere chiunque, pur non apparendo più nel suo prime.

Il Borussia Dortmund, altalenante in patria ma sempre pericoloso in Europa grazie all’entusiasmo del proprio pubblico e a una tradizione di squadra che ama le notti a eliminazione diretta, e l’Atlético Madrid di Simeone, meno appariscente ma tremendamente organizzato, completano il quadro delle possibili mine vaganti: squadre che, senza il pedigree assoluto delle prime cinque, hanno comunque tutte le carte per arrivare lontano. Occhio poi alle turche: Galatasaray e Fenerbache hanno fatto mercati faraonici. Anche il Lille di Davide Ancelotti, autore di un’ottima partenza in Ligue 1, potrebbe prendere in contropiede più di uno scommettitore.

Le possibili delusioni

Sul fronte opposto, l’osservato speciale è il Manchester City. La transizione tecnica dalla lunga era di Pep Guardiola al più giovane Enzo Maresca porta con sé inevitabili incognite, aggravate dalle partenze pesanti di Rodri (proprio verso il Barcellona), Bernardo Silva (finito al Real Madrid) e dello stesso Stones (all’Inter): un depauperamento di leadership tecnica ed esperienza che rischia di pesare proprio nei momenti che contano, quelli di febbraio e marzo. I Citizens pescheranno il Napoli tra gli avversari, sfida che potrebbe già raccontare molto sulle reali ambizioni di entrambi i club.

Anche il Manchester United, seppur meno quotato dai bookmaker, si porta dietro un alone di incertezza figlio di stagioni di ricostruzione mai completate del tutto: la tradizione resta immensa, ma la coerenza di risultati europei latita da tempo. Quest’anno affronterà sia la Roma che il Como. Discorso simile per formazioni come il PSV Eindhoven o il Villarreal (quest’ultimo avversario del Napoli), squadre solide nei rispettivi campionati ma storicamente fragili quando il livello si alza drasticamente nella fase a gironi contro le big.

Tra le italiane, quella che potrebbe pagare il prezzo più alto - anche se in Serie A si lascia ammirare per lo spettacolo offerto - è il Como di Fabregas, alla prima apparizione in un contesto così imponente. Subito dopo la Roma del Gasp, mentre Inter e Napoli possono contare su una maggiore solidità ed esperienza. Ma le previsioni, si sa, sono fatte per essere sovvertite dal campo.

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