Calcio

Prima la rissa, poi l'arbitra viene aggredita e chiusa nello stadio: cosa è accaduto

Tornata in lacrime negli spogliatoi, la donna ha scoperto di essere stata abbandonata e chiusa nella struttura, senza alcuna possibilità di uscire

Prima la rissa, poi l'arbitra viene aggredita e chiusa nello stadio: cosa è accaduto

È stata aggredita durante lo svolgimento del match e successivamente abbandonata e chiusa all'interno dello stadio: sta facendo discutere in queste ore ciò che è accaduto qualche giorno fa a un'arbitra della sezione di Lovere (Bergamo).

La partita incriminata

La donna era stata incaricata di dirigere la partita tra Darfo Boario e Fc Carpenedolo, valida per la sedicesima giornata del campionato Juniores Under 19, andata in scena alle 17.00. La vicenda, relativa a sabato 4 febbraio, è stata resa di pubblico dominio solo nelle ultime ore, anche per via delle indagini aperte dalla Lega nazionale dilettanti.

Tutto si è svolto in modo regolare fino al minuto 26 della seconda frazione di gioco, quando il direttore di gara, come indicato all'interno dello stesso reperto, si è vista costretta a sospendere il match "a causa del verificarsi di una rissa che vedeva coinvolti la quasi totalità dei calciatori presenti sia in campo nonché dei dirigenti di entrambe le società che si spingono e picchiano a vicenda". Una situazione infuocata che ha iniziato a diventare pressochè ingestibile, dato che al parapiglia hanno preso parte anche alcuni tifosi della squadra ospite una volta scavalcate le recinzioni e raggiunto il terreno di gioco. Impossibile recuperare la calma e proseguire con la gara, secondo la donna, che si è decisa a sospendere la partita in via definitiva.

Il problema è che la soluzione da lei adottata ha scaldato ancora di più gli animi di tutti i presenti nello stadio."Nel lasciare il terreno di gioco la signora arbitro veniva circondata da tesserati di entrambe le società che contestavano ripetutamente la decisione della sospensione definitiva della gara", si legge ancora nel comunicato della Lega nazionale dilettanti. Il peggio doveva tuttavia ancora venire. Dopo avere riguadagnato la via degli spogliatoi in lacrime e "senza che alcuno si curasse della sua persona", il direttore di gara ha completato le mansioni di fine gara. Quando è uscita dallo stanzino, "non trovando nessuno si rendeva quindi conto di essere stata abbandonata e chiusa all'interno dell'impianto". Oltre l'aggressione verbale e l'isolamento, quindi, la donna era stata abbandonata dentro lo stadio, senza possibilità di uscirne.

Un fatto inaccettabile per la Lega nazionale dilettanti, che ha respinto la richiesta di rigiocare la partita: "Quando la necessitata interruzione della partita si deve imputare ai calciatori di entrambe le Società, la conseguenza non può essere quella della ripetizione della gara, che postula l'assenza di responsabilità anche oggettiva delle Società in ordine ai fatti o situazioni che abbiano influito decisamente sul regolare svolgimento della gara".

Da qui la decisione di determinare la sconfitta a tavolino per entrambe le squadre (0-3) e il pagamento delle previste ammende. La società di casa, il Darfo Boario, ha inoltre ricevuto una multa da 100 euro per "per inidonea assistenza all'arbitro a fine gara".

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