Forse è il caso, per il Milan, di provare a concludere la stagione grazie a qualche punto fermo. E uno di questi è sicuramente Luka Modric andato ko (frattura dello zigomo sinistro) per una testata di Locatelli contro la Juve, e già domenica a Genova schierato in panchina e in fibrillazione nel finale, pronto a entrare così da convincere Allegri a indicarlo come modello agli altri componenti del gruppo. «Sto bene, sono pronto a rientrare, giocherò con la maschera, con Allegri ho buoni rapporti e per il futuro aggiungo che qui al Milan mi trovo bene» la sintesi della sua intervista concessa a Mediaset ieri. Il fuoriclasse croato è diventato la guida spirituale e calcistica del Milan ed è scontato vederlo impegnato nell'ultima sfida di domenica sera col Cagliari che può certificare l'ingresso in Champions league. L'altro punto fermo è Max Allegri, naturalmente, rimesso in sella da Cardinale con l'intervista e poi con quel colloquio riservato nello spogliatoio di Marassi. L'ultimo riconoscimento arriva dall'ex ct Prandelli. «Se porta il Milan in Champions league ha fatto un miracolo» il giudizio scolpito non sulla base di una stima professionale ma sulla cifra tecnica a disposizione, e in più sulla mancanza di attaccanti avuta durante la stagione senza che partisse un solo lamento. Le idee di Max sono chiarissime:
la priorità assoluta resta la conquista del torneo continentale ottenuta la quale può sedersi al tavolo con Cardinale e Tare e rispiegare per l'ennesima volta quale deve essere il Milan da cui ripartire e quale potenziamento tecnico e di personalità ha bisogno l'attuale rosa che ha mostrato limiti e difetti, nascosti abilmente dalla famosa striscia d'imbattibilità durata 24 partite, non un giorno solo.
La novità assoluta, rispetto anche a un anno fa, quando pure la stagione si concluse con un deludente 8° posto, una contestazione feroce della curva sud nei confronti del proprietario («devi vendere»), è che questa volta Gerry Cardinale ha deciso di esercitare fino in fondo il suo ruolo di proprietario e responsabile numero uno del Milan. Di qui allora la frase riferita all'eventuale mancata Champions league («sarebbe un fallimento») e nessun accenno né a Furlani, ad, e tanto meno a Ibra, assente con Moncada dal mezzogiorno di fuoco di Marassi. Le voci su un cambio di guida amministrativa del club si inseguono da troppo tempo per risultare semplici voci e la presenza di Calvelli al fianco di Cardinale in tribuna a Genova è un altro segnale di cui tenere conto. Un terzo punto fermo è Nkunku, il francese protagonista di quest'ultimo spicchio di stagione, già con l'Atalanta
entrando a pochi rintocchi dal gong, e poi a Genova.
Ha meritato la riconferma al fianco di uno dei due centravanti a disposizione (Gimenez prima, Fullkrug poi) mentre Leao ha scaldato i suoi social pubblicando la foto con una maglietta la cui scritta («mi odiate ma chi siete voi?»), curiosamente, è stata interpretata come indirizzata ai tifosi e invece replica acida a qualche suo sguaiato critico (Cassano, ndc).