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Calcio

Se Roma-Inter si trasforma nell’unica sfida di... Premier

Proprietà Usa per i giallorossi, canadese per i nerazzurri, l’esperto Gasp, il convincente Chivu Club stile Oltremanica. Unica differenza fra loro: la romana non incassa gol (2 tra Champions e A), la milanese sì (8)

Inter Milan’s head coach Cristian Chivu during the Serie A soccer match between Fc Inter and Udinese the San Siro Stadium in Milan, north Italy - September 14 , 2026. Sport - Soccer (Photo by Spada/LaPresse)

Roma-Inter sembra proprio roba da Premier. Squadre distanti e simili, allenatori differenti, di scuola, di stile, di storia. Città capitali di politica e di affari, club con proprietà estere, americani i Friedkin della Roma, canadese il fondo Brookfield Asset Management presieduto da Connor Teskey, potenza finanziaria al servizio di due squadre che, per ora ma con chiari segni di conferma, guidano la serie A. Dentro le casseforti ci sono uomini e progetti tecnici, la Roma ha finalmente chiarito la propria identità con l’assunzione, nella scorsa stagione, di Gasperini, un professionista netto, al di là di certi comportamenti scorbutici che ormai appartengono alla maggior parte dei gestori di squadre, l’Inter ha scoperto, quasi in modo stocastico, di avere un allenatore oltre le previsioni, questo è Chivu. Poi ci sono le due formazioni che hanno e giocano un football diverso, avendo in organico figure diverse. Gasperini sta sfruttando le qualità tecniche di Dybala e Soulè, ieri oggi e domani del calcio argentino romanista, ma soprattutto ha vinto la scommessa sua esclusiva di Malen, assoluto protagonista non soltanto per i gol ma per la fame con la quale li ha realizzati, qualunque paragone ad altri bomber giallorossi mi sembra banale, Malen è forse una sorpresa per lui stesso.

Ma se la Roma ha davanti la propria imprevedibilità ha sicuramente nella fase difensiva la propria forza e questa è sicuramente un prodotto made in Gasperini, la squadra prende pochi gol, due in cinque impegni tra serie A e coppa, ha assunto nuovi difensori, ha centrocampisti di lavoro, in breve è pronta per il campionato e per la champions anche se quest’ultima è un teatro diverso e, nel debutto in Turchia, lo si è compreso. L’Inter è una nave da crociera, solida e potente, ha un equipaggio esperto, attaccanti feroci, giovani promettenti, mediana vigorosa ma se si può e si deve trovare una falla questa è in difesa, i numeri non sono aridi, otto gol subìti in cinque partite, tra campionato e champions, sono un segnale per Chivu, l’inesperienza del portiere Martinez non garantisce tranquillità al reparto che ha perso tre elementi illustri, Dumfries, Acerbi e De Vrij e ha invano inseguito Palestra, finito al Chelsea ma per un infortunio muscolare ancora fermo, le alternative sono importanti, emigrate dalla Premier e dunque di censo sicuro.

La sfida diretta, all’Olimpico, diventa il primo verdetto chiaro per entrambe e per il maggiordomo omicida, interpretato dal Como, pronto al colpo di scena. Riassunto, si incomincia a fare sul serio ma, come nei migliori noir, tutto verrà sospeso, lunga pausa per la nazionale, di seguito Italia-Belgio, Turchia-Italia e Francia-Italia. Anche qui, non male. O no?

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