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Calcio

Simonelli, il tessitore della pace azzurra

Il presidente della Serie A è riuscito a salvare gli equilibri politici in Figc

"I ricatti dei tifosi sono inaccettabili"

Ezio Simonelli, presidente della Lega serie A e vice-presidente vicario della federcalcio, è stato uno tra i pochi a indovinare, in tempi non sospetti, appena conclusa l’elezione del 22 giugno, come sarebbe finita la corsa al nuovo ct. «Vedrete- pronosticò con alcuni fidati collaboratori- dopo qualche giro di valzer, sulla panchina azzurra finirà Mancini». Certo non poteva immaginare l’intermezzo con l’avvento di Maldini e Leonardo, entrati e usciti nel calcio azzurro nel brevissimo volgere di 17 giorni, al pari di Andrra Pirlo candidato ct per un paio di notti insonni. A suggerirgli la previsione fu probabilmente l’abilità riconosciuta di Giovanni Malagò, documentata dai tre mandati al Coni e alla guida del comitato organizzatore Milano-Cortina senza mai finire fuori strada, di persuadere i suoi interlocutori. Dev’essere allora per questo motivo che Simonelli è riuscito, alla prima prova del nove, a evitare uno strappo politico con Malagò in consiglio federale e a salvare contemporaneamente il rapporto personale con Mancini.Già perché i due, Simonelli e il ct ritornato, sono entrambi marchigiani: il primo della provincia di Macerata, il secondo di Jesi e testimonial della propria regione. Le comuni radici hanno cementato un’amicizia che è servita al presidente della Lega per firmare una nota distensiva nella quale ha espresso il dissenso dal metodo applicato da Malagò per annunciare le nomine senza mettere in discussione il merito del tecnico di Jesi col quale è già programmato un incontro ufficiale a settembre, dopo le vacanze. In occasione del colloquio riservato, Mancini è rimasto molto turbato proprio dallo schieramento - per la prima volta nella storia - della Lega serie A favorevole a un altro candidato (Conte) «e questo ci può stare» la sua riflessione ma dichiarando una ostilità personale a proposito del proprio ritorno a Coverciano.Attenzione: prima di pubblicare la nota di appoggio pieno al nuovo ticket azzurro Mancini-Ranieri, Simonelli ha fatto il giro telefonico dei colleghi presidenti di club ricevendo l’inevitabile approvazione al testo della nota che definisce la scelta con un sostantivo, «la bontà». Sul punto tra l’altro non è nemmeno passato inosservato l’augurio personale pubblicato sui social dal presidente del Napoli De Laurentiis e da sempre sostenitore di Malagò segno allora che non c’erano le condizioni per schierare tutta la serie A contro la scelta del presidente federale. Chiuso il capitolo della Nazionale, Simonelli ne ha aperto un altro riferito alla nuova guida tecnica della squadra arbitrale. Ieri ha incontrato il dt dei fischietti, Domenico Messina, oggi chiuderà il giro con Daniele Orsato, appena nominato successore del discusso Gianluca Rocchi e neo designatore di serie A e serie B.FOrd.


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